Daniele Morandini

Approccio alle audizioni

Approccio alle audizioni

In questo Articolo, l’autore vuole dare i primi consigli e portare la propria esperienza su come affrontare l’audizione o concorso al trombonista (o un musicista) nel momento in cui decide di lavorare in orchestra.

Di Daniele Morandini

Daniele Morandini

Daniele Morandini – Approccio alle Audizioni

Approccio alle audizioni

Le audizioni rappresentano per i musicisti che intendono intraprendere la carriera orchestrale un momento sicuramente cruciale, lo studio di mesi e anni deve condensarsi in più o meno 30 minuti o forse 15!
Cercherò quindi di dare qualche piccolo consiglio sulla base delle esperienze e insegnamenti che ho vissuto, e se riterrete l’argomento interessante, sarò ben lieto di discuterlo con voi nel nostro forum!

Detto questo, come tutti ben sappiamo il peggior nemico è l’emozione, lo stress, la paura, chiamiamolo come si vuole, che può vanificare i tanti sforzi fatti. Ma parliamo non tanto del peggior nemico, quanto piuttosto del nostro miglior amico: la concentrazione. Vediamone i vari aspetti e prospettive.
Troppo spesso ci complichiamo la vita facendo sì che il giorno dell’audizione sia in tutto e per tutto un giorno “speciale”. Andiamo a letto più presto, cambiamo le nostre abitudini alimentari, ci improvvisiamo degli sportivi dell’ultima ora. Non credo che questo sia molto positivo, anzi! Forse comporta un ulteriore carico di ansia e stress.
Presupponendo che il nostro rendimento si alzi prima di un concorso, il nostro obiettivo è quello di far sì che non si abbassi proprio nel giorno del concorso stesso!
Quello che voglio dire è che in vista di un’audizione è controproducente cambiare le proprie abitudini, al contrario mantenere i nostri usi e ritmi ci aiuterà a vedere il più possibile quel giorno come un giorno “normale”. Con questo non voglio certo dire che la sera prima sia consigliabile andare a letto alle 4:00 e ubriacarsi! Cerchiamo semplicemente di rimanere all’interno della nostre consuetudini.

Detto questo, passerei al nocciolo della questione: la concentrazione.

Diciamo che nella vita in generale, più convinzione si ha nel fare qualcosa, migliore è il risultato. Frase banale direi, ma che nel nostro caso assume un valore speciale. La concentrazione deve abbracciare tutti gli aspetti delle nostre esecuzioni e soprattutto del periodo di preparazione.
Abbiamo un registratore? Preferibilmente stereo e che riproduca con una qualità decente? NO? Compriamolo sarà un ottimo investimento.
Registrare tutte le sessioni di studio e scrivere cosa non va in ogni passo, per poi correggere gli errori nella sessione successiva. Abituarsi a suonare a 442 anche durante lo studio.
Assicurarsi che le nostre esecuzioni siano il più possibile fedeli e rispettose della partitura: in orchestra stanno cercando qualcuno che suoni intanto intonato, con un bel suono e a tempo, non un genio incompreso che faccia fermare le prove ogni 2 minuti perché deve fare di testa sua!
Facciamo in modo di suonare il più possibile per delle “commissioni”. Amici, colleghi, parenti, insegnanti, di tutto purché ci sia qualcuno ad ascoltare per poi commentare. Se posso dare un consiglio, cerchiamo di suonare per lo più per non-trombonisti, il giudizio degli altri, specialmente degli archi sarà spietato!
Se non c’è nessuno disponibile, suoniamo per il registratore! Ma mettiamoci sempre nella condizione mentale che non stiamo suonando per le mura della nostra stanza ma per un pubblico o meglio una commissione.
Durante gli ultimi dieci giorni, abituiamoci a suonare i passi sono una volta estraendoli a sorte con dei bigliettini, in modo da evitare di viziare l’ordine secondo la nostra comodità ed evitiamo inutili tour de-force cercando di arrivare al concorso il meno affaticati possibile, magari pianificando anche una routine piuttosto breve che ci permetta di suonare senza stancarci. L’organizzazione è condizione fondamentale per aiutarci nella concentrazione.

E per finire qualche considerazione di carattere stilistico.
Spesso ho sentito musicisti fare ragionamenti del tipo “questo passo dovrò suonarlo così perché è così che suona quella persona… e dato che sarà in commissione, sono sicuro che gli piacerà”.
Beh, se la commissione fosse composta da una sola persona, forse il discorso sarebbe abbastanza azzeccato, ma dato che così non è le cose cambiano.
Se mi dovessi trovare (come è successo!) in una commissione esaminatrice, non mi aspetterei assolutamente di trovare un candidato che rispecchi in tutto e per tutto le mie idee musicali, e sarebbe ancora più assurdo ritenere che questo, presentando la sua personalità, stia sbagliando o stia suonando con cattivo gusto.
Perché dico questo? Perché i candidati che convincono le commissioni sono coloro che per primi sono convinti di quello che stanno facendo!
La piena coscienza e controllo dell’esecuzione è (non discutendo della qualità tecnica ovviamente…) è l’aspetto più importante di un’audizione.
Essere convinti di quello che suoniamo porterà la commissione a valutare le nostre doti artistiche anziché scatenare interrogativi a cascata “Perché tanti cambi di articolazione? Perché qui è marcato forte e suona piano? Perché non rispetta le dinamiche?… ”
Dobbiamo suscitare analisi non domande!

Essere convinti delle proprie idee per essere convincenti!

Buono studio!

Approccio alle audizioni- 2007 – Daniele Morandini

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