Storia

Il trombone nel repertorio classico

Il trombone nel repertorio classico

Un articolo di Americo Gorello sull’evoluzione dell’utilizzo del trombone nel repertorio classico.

Scorrendo una sinfonia classica dell’800, la “V sinfonia” di Beethoven, “l’Incompiuta” di Schubert, “La Renana” di Schumann, solo per citare alcuni esempi, troviamo nella strumentazione la sorpresa di un trio di tromboni.beethoven
Lo stesso Berlioz nel suo trattato di strumentazione parla del trombone, ma soprattutto ci dice che va usato in sezione, vale a dire non propriamente come strumento solista.
Lo strumento in questione, lo sappiamo bene, è uno strumento antico, esisteva già nel rinascimento, spesso al suo posto si usava la Clareta (Bach la chiama tromba da tirarsi) una tromba a coulisse molto rudimentale. Il trombone però era ciò che conosciamo oggi e ce ne parla Vincenzo Galilei nel “Dialogo della musica antica e la moderna”, i toni con cui descrive lo strumento non sono dei più esaltanti, il Galilei non aveva in simpatia il trombone il cui suono lo paragonava al muggire delle mucche.
In realtà lo strumento trovava un utilizzo specifico oltralpe dove era usato per il raddoppio delle voci del coro.
Nel Sintagma Musicum, Michael Praetorius lo annovera insieme al cornetto, strumento rinascimentale a bocchino e che verrà soppiantato presto in favore del violino.
Nel suo Sintagma Musicum Praetorius ci parla della famiglia del trombone, vale a dire contralto, tenore e basso, ognuno tagliato in una tonalità diversa.
Giovanni GabrieliNella Venezia del ‘500 Andrea e Giovanni Gabrieli ne faranno largo uso accompagnando i due cori presenti nella Basilica di San Marco.
Monteverdi ne fa uso nell’inizio del terzo atto della Favola di Orfeo, il suono cupo e tenebroso rende bene la discesa agli inferi.
Durante tutto il periodo barocco ci sono, altresì esempi in cui veniva usato come strumento obbligato, ma di questo tratteremo in altra circostanza.
La prassi che al momento ci interessa è quella in uso nei paesi dell’Europa centrale in cui il coro di tromboni raddoppia le voci umane. Contrariamente a quanto affermava il Galilei, il trombone era considerato lo strumento che meglio di altri imitava la voce umana.
Quale strumento, quindi poteva sostenere meglio il coro?
Prassi questa che dopo i Gabrieli utilizzerà Schutz nelle Simphonie Sacrae e, che troverà ancora utilizzo nella musica sacra, (vedi le composizioni di Mozart, quali il mozart

Requiem, Vesperae Solemne de Confessore, la Messa Credo ecc.Haydn, Brahms, Mendelsshon).
Riflettendo su questi pochi particolari la prima cosa che balza alla vista è che la migliore e più rilevante caratteristica del trombone è quella di avere un timbro morbido, simile alla voce umana e capace di un fraseggio estremamente cantabile, quindi tendenzialmente opposto a quello della tromba che ci fa pensare invece ai richiami guerrieri.
Insistendo su queste caratteristiche si nota come effettivamente i tromboni cantano in gruppo, anche nei rapidi fraseggi mozartiani si rivela una grande vocalità nello strumento.
Caratteristica questa che mantiene da Monteverdi a Mahler.
L’altra cosa ancora da notare è che, benché si scriva per il trio, contralto, tenore e basso, nella prassi il contralto viene messo da parte subito dagli esecutori.
Le ragioni si trovano nello strumento stesso, in effetti la sezione del tubo, più stretta rispetto al tenore rende il suono estremamente esile (dobbiamo pensare agli strumenti di 200 anni fa, oggi le sezioni sono considerevolmente più larghe) e brillante, quindi gli veniva preferito il tenore che veniva utilizzato sia per la voce di contralto sia per quella di tenore.sackbut
Il basso, infine, aveva una campana piccola e molto conica in rapporto allo strumento tagliato in fa e con una coulisse più lunga e meno agile rispetto al tenore.
Così costruito lo strumento trombone (nonostante gli evidenti squilibri costruttivi) è formidabile per raddoppiare cori e sostenere la voce umana a cui si lega benissimo, pur mancando di alcuni elementi che acquisterà col tempo e che gli daranno una collocazione ben precisa nell’orchestra classica.
L’incisività è uno di questi elementi, non a caso i “soli” sono affidati al 2° trombone, vale a dire al tenore che, contrariamente al contralto ed al basso, ha già delle caratteristiche simili allo strumento moderno e quindi una maggiore proiezione sonora e un miglior controllo del timbro.

Americo Gorello (2014)

More from Storia