Passi d’orchestra e Soli

Giancarlo Giannini Jazz Quartet

Suonare Jazz in sezione

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Suonare Jazz in sezione

Suonare nella sezione tromboni di una Big Band richiede una grande consapevolezza delle varie modalita’ di esecuzione della Musica in questione, esattamente come suonare in una sezione tromboni di una Orchestra Sinfonica. La sola differenza sta nei generi Musicali, profondamente diversi tra loro.

A parte questo, il musicista deve avere una solida conoscenza di come eseguire le varie articolazioni, sfumature diverse, e di sapersi adattare alle molteplici esigenze interpretative a seconda dello stile di Jazz che deve essere suonato. Deve percio’ saper leggere anche quello che non e’ “scritto” sullo spartito ma che fa parte della tradizione della Musica Jazz.

Per esempio, se vi capita di suonare il brano “Lil’ darlin’ “, della Count Basie Orchestra, non vi venga in mente in alcun modo di vibrare le note lunghe a battuta tre e quattro!! Invece, se dovete eseguire “Moonlight Serenade”, della Glenn Miller Big Band, le note lunghe ed anche i quarti con punto DEVONO essere animati da un caldo vibrato, rigorosamente di slide.

Queste indicazioni ci vengono fornite dall’ ascolto dei brani originali; senza questa esperienza (cioe’ la conoscenza dello stile delle varie Band, che si ottiene con anni di ascolto approfondito), suonare in Big Band risultera’ disastroso per il risultato della performance stessa …basie1

Se anche un solo membro della Band sara’ privo di queste conoscenze, pregiudichera’ l’ operato di tutti gli altri musicisti.

Un altro esempio di “tradizione non scritta” puo’ riguardare la “chiusura” delle note lunghe, cioe’ il punto dove esse devono terminare. Sempre prendendo ad esempio “Lil’ darlin’ “, la nota lunga a battuta 4 e’ generalmente scritta con un valore di tre quarti (minima con punto), ma se ascoltate con attenzione l’ incisione originale vi renderete conto che la nota si conclude alla fine del battere del quarto movimento, come se ai regolari tre quarti fosse stato aggiunto un ottavo (o almeno un sedicesimo con punto, cioe’ un ottavo meno un trentaduesimo …) . Questo crea un effetto di “relax” e “morbidezza”. Pero’ nella partitura non e’ scritto.

Poi vi sono alcune figurazioni ritmiche che a volte sono scritte in una maniera X, ma che vanno “pensate” diversamente, per ottenere l’ effetto desiderato. Per esempio, nei brani molto veloci, una divisione tipo: ” pausa di ottavo/ottavo/pausa ottavo/quarto con punto”, andrebbe pensata: “pausa ottavo/quarto (con accento ^ )/quarto con punto” ; cioe’ come una sincope tra due note, la prima della quali deve essere un poco piu’ corta (avendo l’ accento ^) . Questo per evitare che la pausa da un ottavo produca troppa interruzione del suono, cosa che risulterebbe in un inevitabile ritardo (o in un eccessivo “appesantimento”) della divisione stessa, data la velocita’ del brano.

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A volte, una cosa che spesso risulta poco chiara, e’ il modo di intendere ed eseguire gli accenti > e ^ .

Il primo implica anche una variazione dinamica della nota, che percio’ oltre ad essere piu’ marcata come attacco, deve dare il senso di un inizio piu’ sonoro rispetto al seguito della nota stessa.

Il secondo accento indica invece che le note devono essere marcate, con sonorita’ “tenuta”, ma che una parte del valore della nota stessa deve essere accorciato.

Un punto assai dolente riguarda poi i volumi di sonorita’; spesso si tende a suonare tutto tra il ” f ” e il ” ff “, dimenticando il “p “, il “mf”, e non avendo poi capacita’ di eseguire i veri ” fff”, o ” pp “, quando richiesti … ! “Crescendo” e “diminuendo” sono spesso ignorati.

Poi, generalmente, vi e’ l’ abitudine di suonare forte anche quando si esegue un “background” sotto un solista..

Andiamo ora ad analizzare alcuni “excerpt ” tratti da brani del repertorio della Count Basie Orchestra, senza dubbio la Band piu’ “swingante” mai apparsa sulla faccia della Terra!

Li’l Darlin’ fig. 1

La linea tratteggiata indica che le quattro battute vanno intese come un unico blocco (essendo una frase intera). Le note con sopra il punto devono essere accorciate, nitide, perfettamente in battere, senza accento alcuno, e morbide. Il F sul terzo quarto della battuta 2 (esempio 3) dovrebbe essere “legatissimo” alle note successive, e sostenuto interamente per tutto il suo valore (un quarto). Il A (indicato dalla freccia) deve risultare un poco piu’ marcato rispetto al precedente G. La nota lunga a battuta 4 (D) deve terminare come indicato nell’ esempio 1; quella a battuta 8 (A) come da esempio 2. Come gia’ detto, non vibrare il suono in queste note (seppur lunghe e lente)

Li'l darlin' 1

Li ‘l darlin’ fig. 2

Questa seconda sezione del brano deve essere molto nitida, morbida, con gli accenti dove indicato, ben “legata”. Rispettare la pausa da un ottavo nel primo battere di battuta 10 (esempio 4); consideriamo che si tratta di un primo ottavo in “down beat” di un brano jazz, percio’, cosi’ come fosse un suono, dovra’ essere piu’ lungo rispetto al successivo C da un ottavo in “up beat “. Si sta suonando sul tempo con una scansione Swing, non “even”..! Tra il C di battuta 13 (gia’ legato al precedente di 4/4 a battuta 12) e il D successivo non vi deve essere assolutamente alcuna interruzione di fiato, come da esempio 5. Il D deve essere articolato chiaramente.

Li'l darlin' 2

Questo il video del brano analizzato:

The kid from Red Bank fig. 1

Le prime sei note (con accento >) dovrebbero essere potenti, sonore, marcate, “grasse”, risonanti. Abbiamo poi in questo brano alcuni esempi di scrittura da “intendere” con una figurazione “adattata”. Le prime dodici battute sono scritte come da arrangiamento stampato, che normalmente troviamo quando ci capita di suonare questo brano. A dire il vero, in giro ci sono diverse trascrizioni autorevoli, poi pubblicate, di brani come questo; ovviamente pero’ non sappiamo come fosse scritto poi l’ arrangiamento che Neal Hefti porto’ alla Band di Basie. Puo’ anche essere che loro avessero delle particolari “convenzioni” riguardo al modo di scrivere questo o quel risultato “sonoro” …

Comunque, per ottenere un effetto come nella registrazione originale, le dodici battute iniziali andrebbero meglio eseguite se scritte come dove ho messo il termine “pensato”. La differenza e’ solo tra la terza e la quarta battuta. Nell ‘ esempio 1, la freccia indica che “intenzionalmente” il fiato non dovrebbe interrompersi. La necessaria separazione dei due suoni (F# e G) avverra’ grazie all’ accento ^, data la velocita’ del brano. Le altre quattro note da un ottavo, a battuta 4, sono da pensare come in “crescendo”, per sfociare poi nel C (indicato dalla freccia), vivacemente “animato” da un potente “smear” per tutta la sua durata. Per cio’ che riguarda le ultime due note a battuta 6, bisogna evitare di accentare la prima (A), e dare invece un netto accento sulla seconda (G); quest’ ultima andrebbe anche pensata un poco piu’ lunga (esempio 2), per evitare di “smorzarla” e renderla cosi’ meno evidente.

The kid from red bank 1

The kid from Red Bank fig. 2

In questa seconda sezione del brano, troviamo ancora una divisione (la stessa “pausa ottavo/ottavo/pausa ottavo/quarto con punto” di prima) che negli arrangiamenti stampati e’ indicata in un modo, ma che risulta piu’ “giusta” se pensata ed eseguita in un altra maniera. Suonandola come e’ indicata nelle dodici battute dove ho scritto “pensato”, la rendera’ piu’ fluida ed efficace; la prima nota, il E, risultera’ accorciato e separato dal G, grazie all’ accento ^; questo perche’ stiamo suonando abbastanza forte come volume, e ad un tempo molto veloce. Pensando ad una sincope, anziche’ ad una pausa, il risultato sara’ una frase snella, definita, e molto centrata …!

La freccia, nell’ esempio 3, indica come pensare di usare il fiato, cioe’ sempre “in avanti”, senza interruzione. Nell’ esempio 4, durante la seconda ripetizione del ritornello, accentare l’ ultimo suono a battuta 12, il C, e pensare di non “stopparlo” immediatamente, ma di lasciargli il tempo di essere chiaramente “udito” …

The kid from red bank 2

E questo il brano:

Splanky

Questo brano, Splanky, e’ la risposta alle domande: come si sta sul tempo in modo jazzistico? cosa e’ lo Swing? … Possiamo pensare le prime due note come indicato nell’ esempio 1; ma solo a livello di “articolazione”. Come scansione ritmica, avremo un battere piu’ prolungato del levare, che sara’ percio’ piu’ corto ma piu’ accentato .. Questa cosa (lo Swing) non e’ possibile definirla esattamente, scrivendola su pentagramma.. Lo Swing “sfugge” a qualsiasi tentativo di precisa suddivisione ritmica, come accade invece nelle altre Musiche a scansione “even” ( Classica, Pop, Funky, ecc).

Se pensate come nell’ esempio 2 (due ottavi “Swing”=terzina di un quarto e un ottavo), siete parecchio fuori strada …Questo, al massimo, e’ il modo di scrivere lo “Shuffle”. L’ unica maniera, per acquisire un solido Swing, e’ ascoltare e riascoltare le incisioni originali, e poi suonare insieme al disco, imitando come i musicisti stanno sul tempo, finche’ non assimiliamo questa cosa … Dovremmo avere cura di fare un breve “fall” (piccolo glissato discendente) nell’ ultima nota (G) a battuta 1-5-9. Come da esempio 3, evidenziamo il Gb (dove ho messo la freccia ) a battuta 4-8-12; suonarlo molto chiaramente, e sostenerlo per tutto il suo valore (un quarto piu’ un ottavo).

splanky

Questo il brano completo

 

Giancarlo Giannini – giugno 2016

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