Recensioni di Accessori

Giancarlo Giannini Jazz Quartet

L’importanza del bocchino

Giancarlo Giannini Jazz Quartet

L’ importanza del Bocchino

Prima di iniziare ad esporre le mie considerazioni su questo argomento, volevo anteporre quanto segue, per fare maggiore chiarezza sul mio pensiero.

1) E’ evidente che nessun accessorio (bocchino, leadpipe, ecc) ne’ la qualita’ dello strumento stesso possono rimediare alle carenze della nostra attitudine o della nostra musicalita’.

2) E’ ovvio che persone estremamente dotate, come Joe Alessi o il grande Louis Armstrong, sono in grado di suonare benissimo con qualsiasi bocchino e con strumenti di qualsiasi marca e qualita’.

3) E’ chiaro che se non si forma una corretta imboccatura, e non si usa il fiato in maniera efficiente, un cattivo risultato della performance non sara’ da attribuire al bocchino.

4) Certamente la cosa piu’ importante e’ la “forza” della nostra mente.

Dette queste cose, vorrei ricordare innanzi tutto che gli strumenti della famiglia degli ottoni (trombone, tromba, basso tuba, ecc) hanno la caratteristica, unica tra tutti, di coinvolgere direttamente una parte “fisica” dell’ esecutore nella PRODUZIONE del suono, non solo nella sua ATTIVAZIONE.
Per esempio, un violinista “mette in moto” le corde del suo strumento tramite l’ archetto; ma il suono e’ generato dalla vibrazione delle corde, non da quella del polso del violinista.
Nel trombone, come nella tromba ecc, il suono e’ invece generato dalle nostre labbra; esse sono la materia che produce il suono, come l’ ancia per il saxofono, o la doppia ancia per l’ oboe.

Il bocchino e’ la prima parte dello strumento con cui abbiamo contatto. E’ percio’ una componente essenziale, e per di piu’ la sua scelta e’ totalmente soggettiva, sia come marca, schilkedimensioni ecc; ovviamente il rendimento di un modello X variera’ da persona a persona.

1) Il bocchino Magico

E’ evidente che, purtroppo, non esiste un bocchino che ci alza l’ estensione verso l’ acuto, o ce la abbassa verso il grave, o che ci dona subito un volume FFF, o che ci conferisce una grande resistenza, o una perfetta intonazione.
Queste cose si ottengono con lo studio, e con la corretta e progressiva applicazione di varie azioni necessarie: formare una corretta e solida imboccatura, respirare profondamente, avere in testa la musica che si andra’ ad eseguire, essere rilassati, ecc.

Un bocchino non puo’ pertanto darci il registro acuto, se non lo abbiamo gia’ almeno in parte, o se non stiamo facendo degli esercizi appropriati per conseguirlo.
Pero’, secondo me, un bocchino INADATTO puo’ impedirci, oppure ostacolarci, nell’ esecuzione delle suddette cose (note acute, ecc), e nel raggiungimento di un desiderabile controllo delle medesime.

2) Il bocchino Perfetto.

Personalmente credo che il bocchino perfetto esiste; e penso che sia quello che ci da’ una sensazione di totale “comfort” sulle labbra, dalla prima nota che eseguiamo all’ inizio della giornata, fino all’ ultima.
Non ha percio’ niente a che fare con un qualcosa che “moltiplica” le nostre abilita’: ma semplicemente ci aiutera’ a svilupparle, non creando alcun impedimento e basta..!

denis wickDobbiamo cercare una particolare combinazione di appoggio, tazza, foro, backbore, che permetta alle vibrazioni, create dalle nostre labbra, di immettersi dentro allo strumento, essere amplificate ecc, e risultare poi nel suono del trombone, senza avere la sensazione di alcun ostacolo.. Come se si stesse cantando..!

Usando un bocchino “non perfetto per noi”, si dovra’ impiegare molta energia in piu’ per controllare l’ esecuzione; inoltre gran parte dello studio giornaliero sara’ percio’ mirato a mantenere questa capacita’ tecnica X, senza potersi evolvere da quel livello.

Con un “bocchino perfetto per noi”, si raggiunge in 10/15 minuti la quasi’ totalita’ del nostro corrente livello di abilita’ generale; questa cosa ci permettera’ percio’ di poterci dedicare a studi ed esercizi piu’ impegnativi, che ci porteranno a migliorare progressivamente.

Per cui, ovviamente si migliora per mezzo dello studio, ma GRAZIE ad un bocchino che ci permetta di rendere al 100% del nostro potenziale.

Ovviamente, consideriamo che negli anni noi sviluppiamo la nostra imboccatura, per cui puo’ essere che una misura K che ci andava bene quando avevamo venti anni, raggiunti i trenta ci risulti inadeguata. Percio’ nel corso della vita, avremo piu’ bocchini che saranno, ciascuno a turno per diversi anni, il “bocchino perfetto per noi” .

3) Caratteristiche dei bocchini: come sfruttarle

I bocchini, a seconda delle varie conformazioni, risultano avere delle caratteristiche che possono agevolare (in linea di massima) alcuni aspetti diversi dell’ esecuzione.
Purtroppo, a ciascuno di questi “pregi” corrisponde un “difetto”.
Per esempio, avere lo spessore piu’ largo dell’ appoggio favorisce la resistenza (endurance), ma penalizza la flessibilita’.

Per cui, trarra’ vantaggio da un bocchino del genere un suonatore che voglia migliorare le giardinellipropria resistenza, ma solo se costui sara’ gia’ in possesso di una buona e fluida flessibilita’; altrimenti ad un problema se ne sostituira’ un altro.

Noi dovremmo sfruttare le cose a nostro vantaggio. Per cui, principalmente, dobbiamo sapere se saremo in grado di “supportare” le mancanze provocate da certe caratteristiche dei bocchini (bordo piatto /bordo curvo; bite vivo /bite morbido; foro largo/foro stretto ecc), e non essere solo attratti dagli eventuali effetti positivi.

4) Perche’ cambiare

A mio avviso, la principale ragione per la quale e’ utile cambiare il bocchino, e’ se si avverte una sensazione di scomodita’, di non-comfort, che ci viene continuamente trasmessa alle labbra, e di conseguenza a tutta l’ imboccatura. (Ovviamente una sensazione simile e’ data anche dallo scorretto uso dell’ aria, da una imboccatura poco efficiente ecc; e puo’ anche essere il “campanello d’ allarme” dei sintomi di un “over -use” dell’ imboccatura stessa. Ma, considerando che oggi stiamo parlando del bocchino, lasciamo da parte le cose sopra menzionate).

Talvolta, oltre alla marcata “scomodita’” delle labbra, si ha come la sensazione che qualcosa ostacoli la fuoriuscita dell’ aria, come se, specialmente nel registro alto e sulle dinamiche FF, Yamaha_Small_Trombone_Mouthpiece_efossimo “tappati”. Inoltre, si ha una resistenza molto limitata.
Queste cose potrebbero essere causate dall’ uso di un bocchino troppo piccolo per noi.
Viceversa, se abbiamo anche la sensazione di “sprofondare” nell’ appoggio, e il suono appare “povero di vita” e opaco, e se non abbiamo range ne’ in alto ne’ in basso, allora forse stiamo usando un bocchino troppo largo per noi.

In entrambi i casi, sicuramente e’ bene cercare una misura adeguata per le nostre caratteristiche personali.

5) Misure.

Sia per quanto riguarda il trbn tenore che quello basso, secondo me possiamo dividere le misure in tre categorie, ciascuna delle quali sara’ poi suddivisa in altre tre parti.
(come misure faccio riferimento al catalogo Bach, salvo dove indicato)

Trombone TENORE

1) Small, tipo 7C
a) very small: 12C/15D. b) regular small:11/7C. c) medium small: 7/6,75 C

2) Medium, tipo 6,5 AL
a) small medium: 6,75C. b) regular medium: 6.50AL. c) large medium: 5GS.

3) Large, tipo 5G
a) medium large: 5GS. b) regular large: 5G/4,50G. c) very large: 4G/3G .

Trombone BASSO:

1) Small, tipo 2G
a) very small: 3G. b) regular small: 2G. c) medium small: 1,50G .

2) Medium, tipo 1,25G
a) small medium: 1,50G. b) regular medium: 1,25G. c) large medium: “1,10G” (tipo Schilke 59)

3) Large, tipo 1G
a) medium large: “1,10G”. b) regular large: 1G. c) very large: “0,75G” (tipo Laskey 95D) .

E’ importante cercare di capire quale e’ la categoria giusta per noi.
Ovviamente chi e’ in una data “size” (per esempio la small) dovrebbe riuscire ad adoperare anche i modelli compresi tra i tre sottogruppi (chi suona con un 11C potrebbe usare saltuariamente anche un 12C o un 7).

6) Quando e come cambiare

A parte chi vuole cambiare il bocchino per evidenti ragioni (delle quali abbiamo gia’ parlato), spesso capita di voler cambiare in relazione ad una particolare area dell’ esecuzione tecnica.
Chi cerca piu’ sonorita’, piu’ dinamiche ecc, magari puo’ pensare di provare ad usare un bocchino piu’ largo.
Se il musicista in questione ha gia’ un buon suono, ed e’ anche abbastanza “presente” come volume ecc, puo’ essere che la ricerca di un diverso bocchino dia buoni frutti.
Questo perche’ il bocchino non viene sostituito in relazione ad un OSTACOLO, ma per cercare di rifinire ed espandere alcune prestazioni della quali si e’ gia in possesso, volendo migliorarle.

Per cui, quando si e’ tecnicamente e musicalmente “sereni”, puo’ essere il caso di sperimentare anche altri bocchini, se si ha la sensazione di non avere trovato quello che funziona al 100% al caso nostro.

A mio parere, quando si prova un nuovo bocchino, se si avverte una sensazione “non gradevole” sulle labbra, e se si hanno degli scarsi risultati come risposta del suono, e’ forse meglio lasciare perdere da subito .
Se invece inizialmente ci sembrera’ abbastanza adatto e bilanciato per noi, la “prova” andrebbe poi protratta in esclusiva per almeno tre settimane .
Dopo di questo, se saremo soddisfatti, bisognera’ vedere se continueremo ad esserlo nell’ arco di tre/quattro mesi.
Se cosi’ sara’, allora forse avremo trovato un qualcosa che funziona veramente per noi.

Solo un consiglio: quando si prova un bocchino per la prima volta, non suoniamo subito cose come il Bolero, o il Tannauser, o Donna Lee, o I’ m getting sentimental over you…

7) Occhio ai centesimi.

Spesso, parlando delle misure del diametro interno dell’ appoggio, foro, ecc, si tendono a considerare insignificanti delle dimensioni tipo 0,10 mm.

Io credo sia un errore, perche’ in tutti i casi si parla, nello specifico di queste cose, di misure come 1/2 mm, o 1,32 mm…….Per cui anche una piccola differenza puo’ essere percepita, ed avere la sua influenza.
Per esempio, tra i modelli 6,50AL e 5G ci sono solo 0,08 mm di differenza tra il diametro

interno della tazza.. meno di un decimo di mm ..!!
Eppure, se uno suona con un 6,50AL, e prova un 5G, o anche un 5GS, notera’ che l’ appoggio e’ piu’ “spazioso”…

Riporto alcune misure per fare dei confronti (prese dal catalogo Wedge, dove sono indicate in pollici; i numeri dei bocchini hanno forte corrispondenza con la serie dei Bach)

Tra il foro dell’ 1G e quello del 22D ci sono circa 2,28 mm .
Cioe’ tra il foro del bocchino piu’ largo per bass trbn, e quello di un bocchino super- shallow..

Tra il foro del 7C e quello del 6,50AL ci sono 0,76 mm.

Tra il diametro interno della tazza del 5G e quella del 4G ci sono 0,50 mm.

8) Il Gap

Negli strumenti che hanno la leadpipe fissa, tra la fine del receiver del bocchino e il punto dove e’ saldata la leadpipe, si verifichera’ uno “scalino”, una volta inserito il bocchino, tra la fine dello shank e l’ inizio della leadpipe.

Questa piccola distanza e’ chiamata GAP .
Il gap dovrebbe avere una certa misura, circa tra 1,8 mm e 2,5 mm.
Purtoppo non e’ possibile stabilirla in modo “universale”, in quanto dipende anche dalle varie accoppiate bocchino/strumento, e anche dalle caratteristiche fisiche dell ‘ esecutore.

Se il Gap e’ troppo corto, o troppo lungo, causera’ dei problemi di suonabilita’ generale allo strumento.

Gap troppo lungo: registro basso nasale e povero di volume; nel registro alto sembra come esserci un “muro”, che non si riesce a sorpassare.

Gap troppo corto: perdita della resistenza, con conseguente incertezza nel registro acuto; nel discendere dalle note alte, si ha come la sensazione di ” precipitare”, senza riuscire ad aggrapparsi a niente.

9) Bocchini custom

Da vari anni ho decisamente cambiato idea su questo argomento.
Secondo me, ordinare un bocchino su misura e’ la cosa migliore (naturalmente occorrono diverse prove, non e’ che lo si indovina subito..)
Ovviamente, bisogna avere bene in mente quello che si vuole ottenere, mescolando caratteristiche di bocchini provati in precedenza, o proponenwarburtondo scelte ragionate.
Comunque, e’ una cosa che puo’ riguardare piu’ che altro i professionisti.

Al giorno d’ oggi, varie Marche offrono la possibilita’ di lavori custom sui bocchini: Warburton, Romera Brass, Wedge, Marcinkievicz, ecc.
Poi c’e’ la possibilita’ di cercare delle combinazioni personalizzate con la linea di Doug Elliott, che permette di assemblare varie misure di appoggi, tazze e shank.

10) Mix casalinghi…

A volte alcuni provano a modificare un bocchino, facendo montare l’ appoggio di uno su un altro, o allargando un poco il foro, o smussando il bite (se troppo acuto) …
In genere, il risultato sara’ di aver rovinato per sempre uno o piu’ bocchini…
Anche se il lavoro sara’ eseguito da un bravo artigiano..!

11) Igiene e cura.

Come ultima cosa un piccolo consiglio: lavate il bocchino con acqua tiepida e sapone E PULITE LA PENNA INTERNAMENTE CON L’ APPOSITO SCOVOLINO, prima di cominciare a suonare, e alla fine della giornata.
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Evitate di fare provare il vostro bocchino ad altri, per poi usarlo senza disinfettarlo: e’ quasi come prestare il proprio spazzolino da denti…
Magari e’ anche bene riporlo, dopo averlo usato, piuttosto che lasciarlo sul tavolo o sempre innestato nel trombone.

Giancarlo Giannini, marzo 2016

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