Density Factor – April 2010

In questo articolo Friedman affronta le cause principali della perdita di risonanza nei passaggi legati. Buona lettura!

Density Factor – April 2010

È il momento di affrontare un problema che affligge quasi tutti i musicisti che suonano il trombone, il trombone basso ed il tuba. Oggi uno degli errori più comuni nel registro grave è la mancanza di un suono chiaro, che si traduce in una perdita di risonanza. Che cosa può fare per alleviare questo problema? Una soluzione può essere quella di ripensare il modo in cui affrontiamo i passaggi legati. La principale causa della perdita di risonanza nei passaggi legati è la tendenza ad evitare l’uso della lingua legato per focalizzarsi sul suono. Invece di utilizzare lo staccato nel modo corretto c’è la tendenza di lasciar fluire l’aria facendo scorrere rapidamente la coulisse per arrivare alla nota successiva. Questo modo di suonare mi sembra un tentativo di evitare il legato, suonandolo in modo remissivo, piuttosto che un tentativo di suonarlo veramente bene. Di solito si suona in questo modo nella speranza di non sbagliare lo staccato. Sarebbe invece necessario focalizzarsi su una corretta sonorità, per garantire una corretta risonanza.

Se utilizziamo un’articolazione del tipo “oh, oh”, otteniamo un buco nel mezzo del suono, a causa della mancanza di un’apertura sufficientemente concentrata. Pensate ai vostri polmoni come ad un imbuto con un finale ampio. Se desideriamo prendere tutta l’aria di cui abbiamo bisogno per condensarla in un flusso estremamente denso e concentrato – che è il segreto per un grande suono – la fine di quel piccolo imbuto deve essere la dimensione del tubo che si stanno riempiendo, o anche più piccolo. Il modo per farlo è quello di pronunciare la sillaba “daauuw, daauuw” durante l’esecuzione del legato. Questo ci permette di soffiare attraverso i passaggi che dobbiamo eseguire, piuttosto che intorno a loro, tenendo il diaframma stretto, senza preoccuparci di eventuali sbavature. Questa tecnica ci consentirà di ottenere un suono più chiaro e risonante. E ‘importante ricordare che la lo staccato legato deve essere applicato non appena la coulisse comincia a muoversi verso la posizione successiva, ed essere completato prima che la coulisse arrivi alla nuova posizione, così che si senta all’incirca in mezzo alla legatura. In caso contrario rischieremo di produrre una sbavatura, come se non avessimo applicato nessuno staccato. C’è una innata tendenza a produrre lo staccato legato con un certo ritardo. Prima lo applichiamo, migliore sarà la legatura e più chiaro sarà il suono.

Il motivo principale che di solito ci porta ad evitare l’utilizzo della lingua nel legato è il timore di far sentire troppo lo staccato, che è sicuramente un concetto negativo. Il vantaggio dell’utilizzo della lingua legato nel legato è l’ampia varietà di soluzioni che esso ci offre: con questo intendo dire che possiamo usare uno staccato molto leggero o molto pronunciato, come richiesto per diversi registri. Una caratteristica importante dello staccato nel legato, è che esso ci deve consentire di mantenere la scorrevolezza del suono tra le note, permettendoci di ottenere un suono più grande e di migliore qualità, grazie alla maggiore densità dl suono. Il segreto per un grande suono è quello di renderlo il più denso possibile a seconda della dinamica con la quale dobbiamo suonare. Lo staccato ci permette di farlo.

A seconda del registro, l’utilizzo della lingua dovrà essere più o meno pronunciato; sarà più pronunciato soprattutto nell’intervallo tra il SI bemolle ed il FA centrale. Salendo nel registro l’utilizzo della lingua diventa sempre meno necessario, fino a scomparire del tutto nel registro estremo superiore, perché il suono è sufficientemente concentrato: la dimensione della colonna d’aria si riduce infatti notevolmente. Come ho detto prima, io tendo ad utilizzare lo staccato legato solo quando richiesto. I legati veri e propri richiedono invece una imboccatura flessibile ed un flusso d’aria costante: questa è un’altra abilità da sviluppare tramite lo studio, per ottenere un completo controllo del flusso di aria.

Bugoff

Ho utilizzato inpassato alcune analogieper rendere una descrizionedi quello che dovrebbe essere uno staccato corretto. Vorrei fornire un’altra immaginementaledi questoconcetto. Pensate allo staccato come se voleste scacciare una zanzaradalvostrobraccio. Accumulate energia nelvostroditomedio premendo contro la parte posterioredelpollice, rilasciando poi ilpollicespingendolofuori con l’energia accumulata nel ditomedio. Se riuscite a fare questo con un movimento istantaneo, allora è così che dovreste affrontare lo staccato delle note. L’aria è l’energia che si accumula dito, ilpolliceè ilsigillo dell’imboccatura, l’aria sposta lalingua verso il basso e viene indirizzata in avanti: il tutto in un momentoistantaneo.

Houn esperimentoper coloro che suonano iltrombonebassoe la tuba,per assicurarsi che essistiano producendoil migliorsuonoche sono in gradodiottenere. In primo luogo, procuratevi l’accessoad unorgano a canne. Sedetevi all’organoe suonatealcune noteutilizzando soloipedali. Quandoè possibileimitare con il trombone iltimbroela rispostadiqueipedali, pur rimanendocompletamente,avete raggiuntoil migliorsuono che potete produrre. Questo è concentrarsi sui fondamentali!

 

Tratto da www.jayfriedman.net/articles su gentile concessione dell’autore

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