Game of Opposites – July 2011

In questo articolo Friedman ci fornisce preziosi suggerimenti su come migliorare il nostro staccato. Buona lettura!

Game of Opposites – July 2011

L’altro giorno pensavo alle molte attinenze che ci sono tra il gioco del golf ed il suonare uno strumento musicale come il trombone. Entrambe le attività si esplicano in una serie di azioni e reazioni tra loro opposte. Nel golf, se si desidera che la pallina vada in alto la si colpisce dal basso; viceversa se si vuole tenerla bassa la si colpisce in alto. Se si vuole effettuare un tiro corto si utilizza un colpo rigido, mentre se si vuole effettuare un tiro lungo la si colpisce in modo più dolce. Se si vuole che la pallina segua una traiettoria diritta bisognerà cercare di darle il giusto effetto. In caso contrario la pallina finirà per seguire una traiettoria non desiderata.

Non fraintendetemi, non sono un esperto di golf. Gioco male come la maggior parte della gente, ma sono molto interessato alla scienza e all’arte del golf poiché presenta molte analogie con l’arte di suonare uno strumento a fiato. Come nel golf, per suonare uno strumento a fiato in modo efficiente c’è bisogno di una quantità enorme di controllo emozionale.

Esaminiamo alcune delle azioni e reazioni che si sviluppano suonando uno strumento come il trombone. Se vogliamo suonare note basse di solito spostiamo il bocchino verso l’alto; se invece vogliamo suonare note acute spostiamo il bocchino verso il basso. Quando vogliamo ottenere un suono morbido dobbiamo preoccuparci di avere una colonna d’aria veloce, mentre se suoniamo forte il flusso d’aria sarà più lento. Quando ci irrigidiamo nel tentativo di far andare il suono lontano, ecco che in realtà otteniamo ben poca proiezione. Se invece ci rilassiamo otteniamo il suono desiderato. Quando abbiamo fiducia che la nostra aria possa muoversi liberamente e senza esitazione il suono è puro e risonante. Quando invece non ci preoccupiamo di avere una colonna d’aria costante ecco che il suono sarà povero. Quando muoviamo la coulisse velocemente per evitare il glissato, il risultato sarà un glissato ancor più evidente: se pensiamo solo a far scorrere velocemente la coulisse, la differenza tra lo scorrimento di quest’ultima e la velocità dell’aria – che è la vera causa del glissato – sarà ancora più evidente. Se si vuole fare in modo che ogni nota esca piena e risonante nel legato, l’attenzione dovrebbe essere focalizzata sulle note poste al centro dell’articolazione. Il fondamento di un bel colpo nel golf è l’idea che noi muoviamo la mazza, e la mazza colpisce la pallina. Non è il giocatore che colpisce la palla. E’ l’oscillazione della mazza che fornisce alla palla la velocità per andare lontano. Ed è il flusso dell’aria che manda in avanti il suono. L’aria e la coulisse seguono il loro flusso permettendo alle note di dispiegarsi.

Quando sento molta gente fare pratica con il solo bocchino, mi accorgo che di solito viene utilizzato un sacco di lingua per delineare le note. Ma quando suonano il trombone non utilizzano a sufficienza lo staccato-legato. Non ci si deve concentrare sulla tentativo di ottenere uno staccato molto deciso sul bocchino, per cercare di ottenere lo stesso effetto sul trombone. Questo è un aspetto che deve essere valutato con attenzione ed equilibrio. Mi piacerebbe vedere e sentire molte meno interruzioni del ronzio quando ascolto esercizi di buzzing – se possibile nessuna interruzione – per arrivare ad ottenere lo stesso effetto anche sul trombone. Proviamo questo esercizio: suoniamo i passaggi legati dal solo del Requiem di Mozart senza fermare la coulisse in ogni posizione. In altre parole, la coulisse deve essere sempre in movimento, senza alcuna differenza tra le note che si susseguono. Assicuriamoci che l’aria scorra costantemente nei vari passaggi. Il flusso d’aria e la coulisse si muovono in modo armonioso. Ora usiamo la lingua quel tanto che basta per eseguire i passaggi. Immaginiamo che la coulisse non si fermi sulle varie posizioni delle note da suonare, anche se nella pratica si ferma veramente. Che bel suono che esce!

Apriti Sesamo

Ecco un’idea per fissare un’immagine alla quale dovrebbe assomigliare un corretto staccato. Immaginate una serie di porte che possano essere aperte solamente da un soffio d’aria. Nell’istante in cui l’aria tocca la porta, questa si apre immediatamente. La porta rappresenta l’imboccatura che è chiusa fino a quando l’aria non la raggiunge. Immaginiamo una porta scorrevole che si apre molto velocemente e silenziosamente. Poi l’aria si muove verso la porta successiva, che si apre subito grazie ad una raffica veloce di aria concentrata. Se l’aria esce dall’imboccatura lentamente, anche la porta si aprirà lentamente. Anche il suono ne soffrirà, perché non raggiungerà la piena risonanza abbastanza in fretta. La nota sarà finita prima di aver acquisito una piena risonanza. La lingua dovrebbe sigillare l’imboccatura per l’istante di tempo necessario a spingere l’aria in avanti e aprire la porta (cioè l’imboccatura stessa). Immaginiamo quindi di dover aprire una serie di porte, cioè le note del brano o dello studio che dobbiamo eseguire. In questo modo l’inizio della nota è ottenuto esclusivamente dal mento in su, permettendo al resto del corpo di essere rilassato. Questo è il segreto per ottenere un grande suono.

Tratto da www.jayfriedman.net/articles su gentile concessione dell’autore

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