Intervista a Massimo La Rosa

INTERVISTA A MASSIMO LA ROSA, Principal Trombone – Cleveland Orchestra

di Daniele Morandini

Dopo una carriera così eccezionale, come vedi il tuo cammino musicale quandoti volti e getti uno sguardo sul passato?

Grazie per definire la mia carriera “ eccezionale”. Mi rendo conto che quello che sono riuscito a fare col mio amato trombone è qualcosa di veramente importante, ma nel privato, con me stesso non ho mai pensato che questo sia “eccezionale”. Il passato credo sia molto importante nella mia vita. Tutto quello che so è frutto dell’esperienza che è maturata negli anni. L’esperienza non è soltanto “studio” ma soprattutto rapporto con le persone. Ci sono persone che con una sola parola possono aprirti la mente altre che potrebbero parlare per anni e non lasciarti nulla. Sono stato attento a questo e ho saputo apprendere un po’ da chiunque mi sia capitato vicino, compagni di scuola, colleghi, amici e non… Penso spesso a questo perciò definirei il mio rapporto con il passato importante, e i miei sguardi indietro continui. Non avrei direzione nel mio futuro se non guardassi spesso al passato. Chi sono e da dove vengo è una costante del mio pensiero. Da senso alla mia vita e al mio far musica.

Sono quasi 2 anni che abiti negli USA: guardando il nostro sistema musicale per intero (conservatori, corsi, orchestre) dall’esterno, cosa non va? Cosa esporteresti degli USA in casa nostra?

Credo fermamente che il nostro sistema sia nettamente in paralisi. Non per mancanza di passione o di talento, ma per una cattiva gestione di tutto il panorama musicale. Credo che molti teatri non facciano abbastanza attività per coinvolgere i bambini, che un giorno potrebbero diventare il nostro pubblico. Credo che la televisione non aiuti la divulgazione della musica classica perché, se non a Natale o Capodanno, non ci sono mai concerti sinfonici prima delle 3 di notte. Nelle scuole elementari e medie ai bambini non è data opportunità di conoscere e di suonare uno strumento vero. Non esistono le Bande delle scuole e dei licei, quando invece in America è pieno.. Queste, e tantissime altre, sono le cose che potrei continuare a citare (ma rischierei delle querele), non invogliano i giovani a voler studiare musica. Dell’America mi piace la capacità della gestione dei fondi. Per me è relativo sapere che i fondi arrivano da sovvenzioni private come avviene in America o statali come avviene in Italia. E’ vero che avere tanti soldi può significare tanta qualità ma é altrettanto vero che un uso sbagliato e non coordinato di pochi fondi non da quanto potrebbe. Credo che mi piacerebbe poter esportare tutti i dirigenti e non cambierei un artista italiano con un artista di un altro paese.

Come trovi il livello dei trombonisti in Italia attualmente? E paragonato a quello americano?

Negli ultimi anni, in Italia, il livello dei trombonisti, e di tutti gli ottoni , ha raggiunto uno standard in grado di competere con altri paesi. Negli anni 80/90 è iniziato un notevole sviluppo di un sistema di studio che prima mancava. I numerosi corsi di perfezionamento con strumentisti di grandi orchestre americane sono stati, a mio parere, una chiave di svolta per tutte quelle persone che come me erano alla ricerca della “verità”.

Non penso si possa paragonare il livello strumentale di due culture musicalmente così differenti. Credo fermamente che tutte due possano migliorare ancora molto.

Andiamo più sul tecnico! Cosa ti ha portato e ti porta a livello musicale ed individuale, suonare in una compagine così prestigiosa e di alto livello?

Mi porta felicità ad ogni concerto. Mi capita quello che a volte sembra impossibile: suonare ogni giorno un concerto più bello del giorno precedente. Mi ha dato l’opportunità di conoscere più profondamente me stesso. Mi ha fatto essere orgoglioso dei sacrifici fatti e dello studio svolto. Mi ha fatto apprezzare la determinazione e la fiducia in me stesso e anche scoprire di aver creduto, con presunzione, che se qualcuno fa quello che io sogno di fare, allora lo posso fare anch’io. Non importa dove nasci: mi è sempre interessato lavorare tanto e pensare bene.

Pensi di aver cambiato il tuo stile ed il tuo modo di suonare da quando sei alla Cleveland Orchestra

La prima cosa che mi sono detto quando mi sono seduto sulla sedia alla prima prova è stata: non cambiare niente del tuo modo di suonare. Devi piacere per tutto quello che fai e per tutto quello che credi sia giusto… buon divertimento! Ed è iniziata la mia nuova avventura.

Come organizzi il tuo studio assieme al lavoro?

Ho la mia routine per i giorni impegnati dal lavoro e dall’insegnamento. Quando sono libero dal lavoro il mio hobby preferito è studiare. Mi diverte mi rilassa e mi fa stare bene. C’è chi fa yoga, io studio. Non mi faccio mai mancare esercizi per il suono.

Il suono del trombone secondo Massimo La rosa.

Il suono non può avere una definizione precisa, bensì delle caratteristiche ben precise. Pulito, Leggero, Elegante, Morbido, Caldo, Adeguato.. ne avrei migliaia di aggettivi ma uno solo li racchiude tutti. Bello.
Io sono ossessionato dal bel suono. Nella mia testa ho sempre ho sempre un suono più bello di quello che riesco a produrre. Per questo, come dicevo prima, non mi faccio mancare esercizi per il suono. Così facendo, cerco di avvicinarmi più possibile alla mia idea.

Uno o più consigli per chi si sta preparando ad un’audizione.

Preparare un’ audizione è una delle cose più delicate e difficili che possano esserci. Devi saper coordinare il tempo fra lavoro e studio o fra studio di preparazione tecnica e studio del programma.
Registrarsi è sicuramente una buona cosa, ma avere le idee chiare di quello che si vuole ottenere lo è ancora di più.

Parlaci del tuo equipaggiamento.

Io suono un trombone Edwards campana 381 CF- tuning slide dual radius – TBCN slide e T2 silver lidpipe.

Cosa ne pensi di un’Associazione dei trombonisti italiani?

Penso che sarebbe importante. Credo che possa aiutare molti giovani ad avere maggiori informazioni sul mondo del trombone e della musica in generale e allo stesso tempo motivarli.

Mando un sincero abbraccio a tutti i trombonisti italiani. Ringrazio il mio caro amico Daniele Morandini per avermi dato la possibilità di dividere con Voi tutti il mio pensiero.

Ciao
Massimo La Rosa

D: Caro Massimo, grazie a te, per la tua gentilezza ed il tuo tempo! Sono sicuro che in tanti faranno tesoro delle tue parole! Grazie di cuore ancora

Daniele Morandini

Principal Trombone – The Israel Philharmonic Orchestra

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