1. Alex, innanzitutto la ringrazio per aver accettato questa intervista. Ci può presentare brevemente il quartetto "Trombonica"?Il quartetto è stato formato nel 2003 da Stefan Konzett, Simon Seidel, Alex Moling e Gerald
Klaunzer, tutti diplomati dell’ Università Mozarteum di Salisburgo, dove ci siamo conosciuti durante le lezioni del nostro professore Dany Bonvin. Attraverso numerosi concerti il nostro repertorio si è ben presto arricchito notevolmente: dalla musica barocca, eseguita anche su strumenti storici, fino allo Jazz non c’è un genere che non sia presente nel nostro programma. Soprattutto musica contemporanea e trascrizioni proprie rappresentano per noi un grande valore. Attualmente i membri di Trombonica sono presenti in orchestre professionali come “Saarländisches Staatstheater Saarbrücken”, “Duisburger Philharmoniker”, “Österreichisches Ensemble für neue Musik” e “Camerata Accademica Salzburg”.
2. Qual è il vostro equipaggiamento strumentale?Suoniamo tutti con strumenti “Lechner”, un’ impresa artigianale nei pressi di Salisburgo.
Nell` azienda, già conosciuta per le sue trombe in azione nelle più grandi orchestre d’ Europa come i filarmonici di Vienna o di Berlino, il giovane Christian Lechner, ricalcando le orme di suo padre, ha iniziato a perfezionare il trombone. Non per ultimo con la nostra collaborazione, nel senso di richieste speciali e desideri ma anche consigli e proposte, è riuscito a sviluppare uno strumento di notevole qualità.
3. Come sono organizzate le vostre sessioni di prove?Bè, due di noi vivono da poco in Germania, il che ci impedisce di trovarci regolarmente.
Quindi le prove si fanno specialmente per ogni progetto, seguendo più o meno tutte lo stesso schema: una mezzoretta di riscaldamento con vari esercizi per esempio arpeggi, legati, staccati, scale ecc. E dopo una piccola pausa iniziamo con l’ elaborazione dei singoli brani. Normalmente una prova dura 2-3 ore.
Il fatto di aver studiato tutti nella stessa classe ci ha fatto crecsere assieme e ci garantisce ora una certa omogeneità sia nell’ articolazione che nell’ espressione, un vantaggio enorme che ci permette di concentrarci soprattutto sull’ interpretazione del repertorio.
4. Nella scelta del repertorio, ritenete sia più importante assecondare i gusti del pubblico, scegliendo per esempio brani conosciuti, oppure esplorare un repertorio poco frequentato, sia nell'ambito delle trascrizioni che in quello delle composizioni originali?Penso che sia l’ uno che l’ altro sia importante.
Da una parte il pubblico è sempre grato se nel programma ci sono almeno uno o due pezzi che conosce, dall’ altra parte è anche giusto che noi gli proponiamo dei pezzi nuovi o piuttosto sconosciuti. Trovare qui una buona media credo sia la strada migliore.
5. Qual è il brano (originale oppure trascrizione) che amate maggiormente e per quale motivo?A dire la verità come collettivo non abbiamo un brano preferito. Il nostro repertorio è molto ampio ed ognuno avrà un pò i suoi preferiti. Se davvero dovremmo scegliere penso sia proprio la “Danza Slava n. 8” di Antonin Dvorak, trascritto da Simon Seidel., perchè unisce tutta la potenza di un forte fortissimo ad un’ elegante piano e non mancano passaggi sia tecnici che melodici. Insomma dimostra ciò che è possibile fare col trombone. Un’ altro pezzo potrebbe essere “Zwietrobo-Fachnica” che Christoph Wundrak ha scritto apposta per noi. È un brano molto leggiero che sovrappone una melodia jazzistica ad un ritmo folcloristico. Entrambi si possono ascoltare sul nostro cd “Zeitlos”.
6. In Italia solo da pochi anni è in atto una riscoperta del trombone, considerato per decenni strumento di secondaria importanza. Cosa ci può raccontare della situazione in Austria?Forse in Austria ma anche in Germania questa problematica non è poi tanto acuta, perché il trombone è presente in molte formazioni. Iniziando dalle grandi sinfonie per arrivare fino alla musica sacra il trombone trova il suo spazio dappertutto. Un’ altro vantaggio penso sia la cultura: qui esiste una quantità enorme di bande musicali, attraverso le quali gli strumenti a fiato raggiungono molte persone.
Però bisogna ammettere che anche da noi il trombone non compare tra i primi della classe. Penso che faccia parte del nostro mestiere di sensibilizzare la gente per questo meraviglioso strumento e soprattutto per il quartetto di tromboni.
7. Ci può parlare del programma di studio del trombone nel Conservatorio austriaco?
Il livello già dal primo anno in poi è molto elevato, frutto anche degli istituti musicali che migliorano di anno in anno, così la concorrenza si percepisce già durante le lezioni. Lo studio a sua volta è diviso in due parti: la prima ha una durata di quattro anni, consente una profonda e versatile formazione orientata verso la professione e chiude col “Bachelor”. La seconda approffondisce ed incrementa la formazione artistica per oltre due anni e consente di seguire tendenze artistiche di proprio interesse come per esempio musica antica oppure contemporanea. Alla fine allo studente viene assegnato il titolo “Master”.
8. Quali sono i vostri progetti in cantiere?Per ora, come già menzionato prima, è un pò difficile di programmare grandi progetti, perchè due di noi suonano in orchestre in Germania ed è piuttosto complicato di trovare periodi in cui tutti hanno tempo. Tuttavia stiamo contattando vari festival e siamo in attesa di qualche risposta. Il nostro progetto più grande è sicuramente stato la realizzazione del cd, il quale ci ha dato delle soddisfazioni enormi.
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Scritto da: Mamie (Ospite) 15-01-2010 08:49