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Carl Fontana

Carl Fontana

Charles (Carl) Fontana, trombonista e direttore d’orchestra, nato Monroe in Louisiana il 18 luglio 1928 e morto a Las Vegas il 9 ottobre 2003.
Fontana si affacciò sulla scena musicale nel 1951. La band di Woody Herman stava suonando al Blue Room di New Orleans quando il suo virtuoso trombone solista Urbie Green dovette tornare a New York per tre settimane in quanto la moglie aveva dato alla luce il figlio e il giovane Carl si presentò per sostituirlo (suscitando le risate degli altri musicisti). Durante l’esecuzione, circa un’ora più tardi, dovettero ricredersi dopo averlo sentito suonare in una serie di assoli agili ed eloquenti che immediatamente lo misero in evidenza come sfidante alla corona di Jay Jay Johnson che dominava al tempo. Da quel momento Carl è andato avanti e nessuno ha mai messo in discussione la sua supremazia. I suoi numerosi allievi si avvicinarono alla sua velocità e agilità tecnica, ma nessuno ha mai avvicinato la sua sublime improvvisazione.
Herman fu così impressionato che quando tornò Urbie Green continuò a tenere Fontana nella band il quale abbandona gli studi per seguire per due anni in tour Woody Herman.
Da bambino, suo padre Collie, gli aveva regalato un trombone. Vivevano a Monroe in Louisiana durante la depressione e Collie manteneva la famiglia lavorando come idraulico e suonando il violino e il sax in una band che aveva ereditato da un altro direttore.
Suo figlio si unì alla band suonando sia in questa che nell’orchestra della scuola. Fu anche un atleta praticando football, basket e baseball. Era un uomo di statura imponente, di carattere buono e divertente ma sapeva essere intimidatorio all’occorrenza. Nel 1950 fu insignito di una laurea in educazione musicale alla Louisiana State University dove ha anche suonato nelle orchestre da concerto e sinfoniche. Reincontrò Herman dopo aver sviluppato un modo unico di combinare un suono corposo con un veloce staccato che fece ripensare le tecniche del trombone in tutto il mondo.
I suoi due anni con Herman gli diedero un amore per le big band che non lo abbandonò mai ed essendo un elemento competente e un buon lettore il suo talento fu esaltato nelle file delle orchestre di Lionel Hampton e Hal McKintyre. Nel 1955 entra a far parte della band di Stan Kenton il quale comprese il suo talento lo prese come uno dei principali solisti della band. La band di Kenton era stata in precedenza una sorta di monolite pretenzioso ma l’arrivo di Fontana fu molto considerato da solisti come Zoot Sims e Lee Konitz e, soprattutto, da compositori-arrangiatori quali Bill Holman, Gerry Mulligan e Gene Roland. Gli assoli di Fontana erano da mozzare il fiato tanto che Holman scrisse specificamente per lui un pezzo chiamato semplicemente “Carl” e un passaggio di “Polka Dots And Moonbeams”.

Sebbene Fontana avesse spaventato i trombonisti in tutto il mondo, fu solo quando Kenton lo scritturò per il suo tour europeo del 1956 che conquistò il grande pubblico. Il suo modo modesto di annunciare i brani al microfono veniva smentito dalle interpretazioni pirotecniche che seguivano e deliziavano il pubblico di tutto il continente tranne in Gran Bretagna dove il Ministro del Lavoro aveva impedito ai musicisti americani di suonare. I fan inglesi mostrarono la loro devozione prendendo un battello per Dublino per seguire la band di Kenton. Un ex trombonista di Kenton, che sarebbe diventato uno dei grandi, Kai Winding, gli offrì del denaro per unirsi alla sua band formata da una sezione ritmica e quattro tromboni. Poi, nel dicembre 1957, prima di trasferirsi a Las Vegas, sostituì Bill Harris nella band di Woody Herman.
Las Vegas divenne la sua base e vi ha lavorato suonando con orchestre in eventi mondani lasciando gli impegni come solista jazz. Nel 1966 fece il giro del mondo in un tour del Dipartimento di Stato americano con la band di Herman passando per Londra prima del tour in Africa di 12 settimane.
Da allora in poi è stato chiamato regolarmente a festival, tour e jazz party emergenti per all stars. Ha lavorato con Benny Goodman a Las Vegas a metà degli anni Sessanta e fu elemento chiave del Supersax, una band dedicata a ricreare gli assoli di Charlie Parker nel 1973. Suonò in varie band che portarono alla fine alla nascita della World’s Greatest Jazz Band nel 1975 dove mostrò le sue capacità di suonare in maniera convincente in stile Dixieland pur essendo un “bopper”. Fu anche co-leader di un gruppo con il batterista Jake Hanna che registrò e partecipò a diversi festival nel 1975 e successivamente andò in tour in Giappone. Stranamente, anche se era apparso in tante registrazioni di altri leader, non incise dischi a suo nome fino al 1985, quando guidò un quintetto che comprendeva il suo amico di lunga data e collaboratore musicale Al Cohn.
Ebbe ancora molta notorietà quando, durante gli anni Ottanta, apparve regolarmente nella trasmissione Monday Night Jazz sulla National Public Radio. Negli anni Novanta si ritirò dal lavoro regolare a Las Vegas e partecipò a dei tour solo come solista jazz suonando a Londra al Ronnie Scott in tandem con uno dei suoi allievi, Bill Watrous.
A Las Vegas continuò a suonare per divertimento in un quintetto che ha co-condotto con il sax tenore Bill Trujillo. Una sera, alla fine di un concerto, gli chiese di accompagnarlo a casa perchè non riusciva a ricordare dove fosse. Era l’inizio dell’ Alzheimer che doveva portarlo alla morte.