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Un fiume che scorre – by Mike Becker – Agosto 2011

In questo articolo Mike Becker ci regala alcune bellissime metafore utili a sviluppare una corretta idea di legato. Buona lettura!

Un fiume che scorre – by Mike Becker – Agosto 2011

Suonare con un legato pulito è un obiettivo impegnativo per i trombonisti, ma non è così difficile da raggiungere con un piccolo aiuto da parte di alcuni metafore creative. Quando Jay Friedman mi ha chiesto di scrivere questo articolo, ho pensato a tutte le grandi immagini che mi ha proposto nel corso degli anni e che hanno veramente contribuito a migliorare la mia tecnica. Il bello di studiare con musicisti ed insegnanti creativi come Jay, è che possono aiutarvi a trovare i concetti che ispirano il vostro lavoro e a sviluppare le vostre idee. Dopo tutto, noi stessi dobbiamo essere i nostri migliori insegnanti, poiché passiamo la maggior parte del nostro tempo ad esercitarci. Quando si risolvono i problemi da soli, il livello di fiducia nelle nostre capacità diventa elevato. Mi piacerebbe condividere qui alcune delle mie idee.

Un legato pulito è stato spesso insegnato con approcci contrastanti da molti insegnanti ed esecutori. Alcuni suggeriscono di spostare velocemente la coulisse, altri suggeriscono invece un movimento lento. Alcuni dicono di utilizzare un flusso d’aria lento, altri dicono invece di ricorrere ad una colonna d’aria veloce. Ho anche sentito utilizzare l’espressione “mantenere l’aria calda”. Un fatto indiscutibile però, è che la sincronia tra la coulisse, lo staccato e l’aria deve essere tale da realizzare un suono morbido e senza soluzione di continuità. Sul modo con il quale possiamo raggiungere questo obiettivo è dove tendiamo a dissentire da altri colleghi. Cerco sempre di far passare l’idea che voglio trasmettere tramite un pensiero musicale chiaro e di facile comprensione. Per esempio, se sto suonando un passaggio legato, potrei provare ad immaginare come un grande cantante affronterebbe questo brano. Per ottenere il massimo effetto, cerco di identificarmi con un artista preciso. Se questo non dovesse funzionare, si può cercare di visualizzare qualcosa nel mondo naturale che si potrebbe tradurre in suono. Nel legato ad esempio, possiamo immaginare un fiume con le pietre. L’acqua scorre sulle pietre, alcune sono grandi, e alcune sono di piccole dimensioni. A prescindere dalle dimensioni delle pietre, l’acqua scorre su di loro nella stessa maniera, sopra la parte superiore e in una direzione costante, senza cadere improvvisamente come accadrebbe da una cascata. Se la nostra aria è l’acqua, e le note sono le pietre, il carattere e l’integrità della nostra colonna d’aria dovrebbero riflettere il flusso del fiume. Ciò significa che la nostra colonna d’aria non si indebolirà tra una nota e l’altra, e non subirà improvvisi cali di tono tra le note. L’aria deve scorrere come un fiume. Un’altra cosa da tenere a mente è che il fiume scorre sulle pietre nello stesso modo indipendentemente dal volume di acqua e dalla velocità del flusso. Ciò significa che se si suona in modo più morbido, l’aria si muoverà comunque nello stesso modo, senza cali improvvisi! Se ascoltate in modo critico, saprete quando si verificherà un flusso d’aria irregolare o una sua interruzione, quando cioè si sente il temuto suono “twa“, o si verificano imperfezioni nello staccato.

Un’altra metafora che trovo utile è quella di pensare ad un lungo nastro trasportatore in movimento, mentre piccole gocce di cioccolato vengono poste su di esso (ovviamente potete pensare a qualsiasi altro prodotto di vostro gradimento). Il nastro è l’aria e le gocce che cadono sono le note. La velocità del meccanismo che deposita le gocce di cioccolato deve essere proporzionata alla velocità del nastro. Torniamo quindi alla riflessione iniziale riguardante il sincronismo tra aria, staccato e coulisse. Se i tempi del nostro immaginario nastro trasportatore non sono regolati correttamente, cosa accadrebbe al cioccolato? Andrebbe sparso dappertutto, con grande spreco[1].

Per quanto riguarda la diatriba riguardante la scelta di focalizzarsi sull’uso dell’aria, sullo staccato o sulla lingua, io preferisco spostare la coulisse molto lentamente, per capire quanto regolarmente si possa muovere la mia colonna d’aria. Per esempio, se si pratica il terzo passaggio da Seans San con un movimento molto lento, le irregolarità della colonna d’aria diverranno molto evidenti. Credo che sia corretto muovere la coulisse sia lentamente che velocemente, perché non importa quale sia la velocità fino a quando l’aria scorre correttamente, il timing è buono e non ci sono urti o scossoni nella colonna d’aria. In altre parole, la velocità di scorrimento della coulisse dovrebbe essere coordinata con la lingua e con la colonna d’aria, ma dovrebbe essere veloce quel tanto che basta per ottenere un suono morbido e uniforme.

Un altro esercizio utile che io uso per ottenere un legato pulito è affrontare uno studio con il solo bocchino, tenendolo con la mano sinistra, mentre muovo il braccio destro simulando i movimenti della coulisse. Non è quindi lo stesso tipo di esercizio che si può fare con il BERP, ma penso sia più efficace perché ci costringe a concentrarci sulla pulizia del legato, facendo scorrere la coulisse. L’utilità di questo esercizio va anche al di là del legato. Io lo uso per migliorare la sincronia tra staccato, coulisse e colonna d’aria nei passaggi veloci come Guglielmo Tell o La Gazza Ladra.

Nel mio studio e nel mio insegnamento ho sempre trovato che l’aria è il denominatore comune nella maggior parte delle carenze. Le idee discusse qui possono aiutare ad eliminare i problemi associati alla colonna d’aria che si blocca, si interrompe, è tesa o non fluisce liberamente. Spero che queste riflessioni vi possano aiutare a mantenere il vostro flusso d’aria ed il vostro legato lisci come fiume.

Michael Becker è Principal Trombone dell’Orchestra Sinfonica di Tucson, Secondo Trombone dell’Opera dell’Arizona e Trombone Basso dell’Orchestra Sinfonica di Phoenix. Egli è anche un frequente sostituto sul tenore e sul trombone basso con la Chicago Symphony Orchestra ed altre orchestre in tutto il mondo. Durante l’estate egli tiene il “Becker Low Brass Boot Camp” a Tucson, in Arizona. Questo seminario si concentra sulla preparazione delle audizioni e dei concerti. Il suo album solo “Songs and Dances” è disponibile su CD Baby e iTunes.

Per informazioni, visitate il sito

www.beckerlowbrassbootcamp.com/

 

Una nota da Jay

Ora vi propongo qualcosa di divertente. L’altra sera ero con Mike e stavo suonando un passaggio da Tannhauser. Egli disse: “aspetta, lo registro sul mio cellulare.” Allora io ho detto “suoniamolo insieme”. Poi abbiamo suonato anche il terzo atto da Lohengrin in ottave.

La qualità del suono è orribile, perché i video sono stati registrati su un telefono cellulare, ma credo siano interessanti per cercare di capire lo stile con il quale li abbiamo suonati. Li abbiamo postati su YouTube a beneficio di voi lettori.

 

Jay Friedman suona Tannhauser

Jay Friedman e Mike Becker suonano Tannhauser

Jay Friedman e Mike Becker suonano Lohengrin

 

[1] Da qui il modo di dire “sloppy slide” (n.d.t).

 

Tratto da www.jayfriedman.net/articles su gentile concessione dell’autore