Tag Archives: impostazione

Giancarlo Giannini Jazz Quartet

L’impostazione delle labbra

L’ IMPOSTAZIONE DELLE LABBRA 

Questa volta volevo parlare dell’impostazione delle labbra (la cosiddetta “imboccatura”), cioe’ del modo nel quale dobbiamo avere cura che esse siano sistemate, per riuscire a suonare in maniera efficiente.

Naturalmente, non esiste una maniera “standard” per formare l’imboccatura; per cui non vi e’ un modo che sia valido per tutti, e questo perché ognuno ha una diversa conformazione di labbra, dentatura, muscoli della faccia, ecc. Pero’, secondo me, esistono delle “regole generali “, e delle “attitudini personali”; queste due aree debbono essere fuse insieme, per risultare nella NOSTRA particolare impostazione delle labbra.

Molti strumentisti, e molti insegnanti, tendono a pensare che l’unica cosa importante sia la respirazione e l’uso corretto del fiato in generale; una giusta, efficiente, vigorosa, profonda respirazione!

Qualsiasi problema che un suonatore possa avere sullo strumento, si risolvera’ “automaticamente” respirando in una maniera “corretta”!

Io non sono d’accordo con questa linea di pensiero: prima di tutto, perche’ ho notato che, tra chi comincia da zero a suonare il trombone, solo alcuni riescono a figurarsi immediatamente come sistemare le labbra; mentre per altri sono necessarie, nel tempo, parecchie indicazioni in merito. E poi perche’ se uno strumentista ha sviluppato dei difetti evidenti di imboccatura, non sara’ certo con la frase “respira di piu’/respira correttamente ecc” che la cosa si risolvera’…

Anche diversi grandi insegnanti e strumentisti Statunitensi non la pensano affatto cosi’; per esempio Doug Elliott, che e’ un autentico specialista in materia di impostazione delle labbra. Se visitate il Forum Americano del Trombone, dove lui interviene (ed e’ anche moderatore), e andate nelle sezioni “Pedagogy”, “Beginners Players”, ecc, vedrete che molto spesso ad un problema X sullo strumento corrisponde un problema X dell’impostazione delle labbra, secondo lui.

Ovviamente, può anche essere che un dato difetto nell’ imboccatura sia stato contratto a causa di un inefficiente uso dell’aria; in ogni modo, qualora uno abbia la tendenza ad usare in maniera scorretta l’apparato labbra/muscoli facciali ecc, non sara’ solo con una “giusta” respirazione che il difetto sparira’.

Comunque, prima di esporre le mie idee in merito di “regole generali”, “attitudini personali “, “difetti”, “funzione della lingua”, ecc, vorrei soffermarmi un momento sulla respirazione.

E’ chiaro che la respirazione in se’ e’ un aspetto fondamentale nel suonare il trombone, che e’ per l’appunto uno strumento a FIATO!

Cio’ nondimeno, a mio parere non e’ solo importante COME e QUANTA aria immagazziniamo nei polmoni: la cosa veramente importante e’ COME LA SOFFIAMO dentro allo strumento!

Sara’ comunque la nostra maniera di soffiare (o di lasciare che l’aria esca dai polmoni, se preferite) che determinera’ la qualita’ del suono, il range, l’abilita’ tecnica in generale, il modo di fraseggiare, ecc.

Naturalmente, dobbiamo immettere l’aria attraverso una imboccatura corretta ed efficiente, per ottenere il risultato ottimale.

Oltre a questo, e’ molto importante anche il momento di “transizione ” tra l’atto dell’inspirare e quello dell’espirare: se vi sara’ in mezzo anche una minima “interruzione”, l’aria respirata perdera’ la sua potenziale spinta, cioe’ la propria forza.

Le due azioni dovrebbero perciò essere inquadrate come in un movimento “circolare”, senza interruzione, e una complementare all’ altra.

 

REGOLE GENERALI

Direi che alcune operazioni siano patrimonio comune, tra tutti i bravi trombonisti del Mondo. Naturalmente ci sono eccezioni, e spesso si tratta di musicisti super-dotati; comunque, se si osserva attentamente, si riconosceranno dei tratti comuni, nell’ impostazione delle labbra, tra la stragrande maggioranza degli strumentisti.

1) Muscoli ai lati della bocca saldamente fermi (sicuramente l’aspetto piu’ importante)

2) Mento “stirato” verso il basso, come per formare una lettera U, le cui punte in alto siano gli angoli della bocca, e la curva in basso sia il mento

3) Non gonfiare le guance, o sotto al labbro superiore o inferiore (a mo’ di “cuscinetto d’aria)

 

ATTITUDINI PERSONALI

Le attitudini personali rappresentano quelle azioni che noi compiamo generalmente in maniera istintiva, e a seconda della nostra fisicita’ (dimensioni delle labbra, dentatura, ecc).

1) Posizionamento LATERALE del bocchino: alcuni sono piu’ a sinistra o a destra, rispetto ad una posizione al centro delle labbra; questo può dipendere dalla dentatura

2) Posizionamento VERTICALE del bocchino (2/3 labbro superiore, 1/3 labbro inferiore; ecc); anche in questo caso generalmente e’ una scelta dettata dalla propria fisicità

3) ANGOLAZIONE dello strumento rispetto alla bocca: oltre ad una posizione “neutra”, cioe’ di tipo orizzontale, vi e’ chi orienta sensibilmente lo strumento verso l’alto (Up-Stream), o verso il basso (Down- Stream). In genere la scelta si manifesta in maniera totalmente spontanea, agli inizi del “percorso ” di ciascuno di noi.

 

LA FUNZIONE DELLA LINGUA

La lingua e’ il nostro espediente per articolare i vari suoni, dividere le note, creando percio’ il Ritmo.

Spesso si parla di “colpo di lingua”, ma a mio parere e’ un’espressione errata, che puo’ dare luogo all’ insorgere di

gravi difetti, se interpretata “alla lettera”.

In realtà, direi che la lingua viene “rilasciata” indietro (cioe’ si ritrae) nel momento dell’attacco, contemporaneamente alla fuoriuscita dell’aria. La sua posizione e’ dietro ai denti superiori; pronunciando la sillaba TAH o DAH, essa si ritrae verso l’interno della bocca, lasciando uscire il fiato.

Un’ altra funzione della lingua e’ quella di inarcarsi verso il palato, per formare le sillabe o le vocali necessarie ai vari registri.

La “A” per il medio/grave; la “O” per il grave/ultra grave; la “E” per il medio /medio acuto; la “I” per l’acuto; la “HI” per l’acutissimo.

Il grande Louis Maggio, nel suo Metodo, ci illustrava queste cose gia’ 80 anni or sono…

 

DIFETTI PRINCIPALI DELL’ IMPOSTAZIONE DELLE LABBRA

1) Tirare le labbra verso l’alto, come per sorridere, quando si procede verso l’acuto

2) Mento che sale verso l’alto, facendo andare il labbro inferiore sotto a quello superiore

3) Perdita della fermezza agli angoli della bocca procedendo nel registro grave

4) Lingua che fuoriesce dalle labbra durante l’attacco

5) Gonfiare le guance

La tendenza a tirare le labbra verso l’alto (1) e’ data dalla incapacita’/debolezza dei muscoli agli angoli della bocca, che non hanno la forza di “trattenere” l’impostazione, e indirizzarla al contrario verso il basso, nel salire verso il registro acuto. Bisogna porre attenzione alla cosa, cercare di correggere il movimento guardandosi allo specchio, e fare esercizi appropriati per rafforzare la muscolatura interessata (note sostenute; variazioni dinamiche da “p” a “f”; flessibilita’, ecc)

Il mento che non trattiene la posizione “stirata” verso il basso (2), lascia che il labbro inferiore vada a finire come “mangiato” da quello superiore, producendo conseguenze nefaste per suono e range.

Bisogna avere cura che il mento stia puntato verso il basso, in qualsiasi registro.

A volte, nel procedere verso il grave/ultra grave, si pensa che “rilassando” la muscolatura (3) si favorira’ il risultato, e si tende ad abbandonare la solidità agli angoli della bocca. Niente di piu’ sbagliato! Anche nel registro pedale, sempre fermezza ai lati dell’imboccatura.

Un difetto che compromette praticamente tutto e’ quando, nel momento dell’attacco, la lingua FUORIESCE dall’ apertura centrale delle labbra (4), nell’atto di pronunciare la sillaba TA o DA.  Questa azione scomporra’ totalmente l’impostazione delle labbra, aprendola eccessivamente, e in genere risulterà in un paio di secondi di sola aria che fuoriesce dal centro dell’imboccatura, seguita poi da un pessimo suono dal carattere di un colpo di martello!  Questa azione a volte e’ addirittura “incoraggiata ” da sedicenti insegnanti, che per fare comprendere quale sia il movimento dell’articolazione, dicono di “sputare” nello strumento, o di pensare come di dover “sputare ” un qualcosa che si

abbia sulla punta della lingua… Se si contrae una simile abitudine, a mio parere la cosa migliore e’ procurarsi un bocchino di plastica “Crystal Clear” (cioe’ trasparente), e guardarsi allo specchio nel momento dell’attacco, cercando di tenere la lingua sempre dietro ai denti superiori. E’ anche utile osservare che nessuno, parlando, usa fare uscire la lingua dalle labbra nel pronunciare le parole TAVOLO o DAMA (da cui le sillabe TA e DA); e neanche dovendo imitare il rumore prodotto da una mitragliatrice (TA-TA-TA-TA-TA …).

Gonfiando le guance (5), si andra’ a scomporre e comprimere l’imboccatura, perdendo totalmente la solidita’ agli angoli della bocca; le labbra andranno a sistemarsi vicine tra loro, e in maniera “molle”, dando come risultato un tipico suono nasale e l’impossibilità a suonare nei registri acuto e grave.

Semplicemente, controllare che cio’ non avvenga, facendo attenzione a mantenere gli angoli della bocca ben saldi, e i muscoli adiacenti al labbro inferiore e superiore ben “ancorati ” contro l’arcata dentale.

 

CORREGGERE L’ IMPOSTAZIONE DELLE LABBRA

Correggere l’impostazione delle labbra, o rifinirne una parte, o anche operare cambiamenti “significativi”, si puo’ (e si dovrebbe) fare, se necessario; e non e’ poi una cosa cosi’ difficile e “frustrante” come si pensa.

Naturalmente si deve fare nel caso che ci si renda conto che un difetto X comprometta seriamente la nostra abilita’ nel suonare; e sarebbe bene farsi seguire da una persona COMPETENTE in materia.

Comunque, a mio avviso, la cosa più importante da osservare durante una faccenda del genere, e’ che per un poco di tempo bisognera’ “dimenticare” la Musica e la pratica di essa dal vivo, per il periodo richiesto all’ aggiustamento.

Questo perché, senza un vigile controllo, si ritornerà a suonare esattamente come prima, ricadendo nei medesimi errori. E nello studio quotidiano, non sarà producente suonare melodie o canzoni, poiche’, nei “cambi” di impostazione, inizialmente si riducono le nostre abilita’ sullo strumento, e il suono risulta “impoverito”.

Bisogna avere cura di “estrapolare” la pratica di studio dal contesto Musicale, ed eseguire cose semplici e “meccaniche” concentrando la nostra attenzione SOLO sulla postura muscolare. Dobbiamo “combattere” contro delle abitudini “automatiche “, sviluppate in precedenza in maniera errata. Percio’ si deve come “resettare” e “riprogrammare” la cosa. E’ il nostro cervello che indica alle labbra, muscoli, ecc, come sistemarsi. Occorre “rieducarlo”!

Per cui, suonare in un’estensione comoda, tipo dal G primo rigo (chiave di basso) al D con un taglio in collo sopra al rigo. Note legate, a un’andatura agiata, con sonorita’ “mf”/”mp”; oppure esercizi di articolazione sulla medesima nota, flessibilita’ entro il range indicato, frammenti di scale, intervalli, ecc.

Suonare per 15 minuti, poi riposarsi anche un’ora, quindi ripetere la cosa; varie volte al giorno, senza sforzarsi, e in maniera molto serena.

Giancarlo Giannini, Marzo 2018