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Il serpentone

Il Serpentone

Valerio Civano ci offre una panoramica su questo strumento antico, predecessore degli ottoni moderni, utilizzato per il repertorio sacro e da autori come Rossini e Berlioz.

Buona Lettura!

IL SERPENTONE

 Il Serpentone appartiene alla famiglia degli ottoni nonostante sia costruito in legno, un po’ come il Flauto e il Saxofono appartengono alla famiglia dei legni nonostante il corpo metallico.

ORGANOLOGIA:

Il corpo principale del Serpentone ha la caratteristica forma “a serpente”, la quale è forse la prima causa di attrazione che si prova verso questo strumento.

Il legno utilizzato per la costruzione del Serpentone è il sicomoro (Ficus sycomorus, famiglia delle moracee), poichè è di facile lavorabilità. Nonostante questo, l’impossibilità di piegare tale legno secondo la forma necessaria, fa si che il Serpentone vienga forgiato in due metà simmetriche successivamente incollate e rivestite in cuoio.

La lunghezza del tubo può variare leggermente anche si è stabilizzata a “otto piedi”, all’incirca due metri, non comprendendo il boccaglio in ottone. La conicità del tubo evolve in modo decisamente rapido, all’inizio è di 25 mm per terminare a 110 mm. Lungo il tubo si trovano sei fori; possono esserci anche fori supplementari azionati da chiavi. Suddetti fori, che il più delle volte sono tre, vengono utilizzati per correggere l’intonazione di alcune note (Fa#, Si, Do#). Qesti fori supplementari risalgono comunque a serpentoni del XVIII secolo e non sono invece presenti nei primi serpentoni che erano, appunto, dotati di soltanto sei fori.

Come accennato in precedenza all’inizio del tubo troviamo un boccaglio in metallo; il boccaglio, anch’esso conico e piegato, ha lunghezza di circa 37 cm per suonare a 440 Hz e di circa 27 cm per suonare a 415 Hz.

Il bocchino, originariamente in avorio o metallo, oggi sovente riprodotto in plastica può avere forme e grandezza simili ad un bocchino da trombone oppure può serpentoneessere un ingrandimento di un bocchino da Cornetto.

Erroneamente il Serpentone viene considerato il basso della famiglia dei cornetti, mentre questa cosa può essere smentita proprio dal punto di vista organologico, ma ancor di più dal punto di vista storico. Esiste, infatti, un Cornetto basso (anche se in verità ha una tessitura di baritono) che ha una forma totalmente differente dal Serpentone e, soprattutto ha, come tutti i cornetti, un foro sulla parte posteriore per il pollice, cosa che è del tutto assente nel Serpentone. Dal punto di vista storico, che vedremo successivamente, possiamo affermare con sicurezza che il Cornetto ha origini e storia maggiormente italiane, mentre il Serpentone ha origini e storia decisamente francesi.

 

STORIA:

I documenti ci dicono che il Serpentone è stato inventato ad Auxerre nel 1590 da Edme Guillame, canonico della cattedrale, il quale avvertiva la necessità di avere uno strumento da utilizzare a sostegno del coro nel canto gregoriano e nel canto piano. Il Serpentone può essere utilizzato comunque anche per la musica profana, come ad esempio per le danze, ma la quasi totalità del suo repertorio è di stampo religioso. Nei secoli il Serpentone è stato utilizzato però anche in orchestra e nelle bande militari sino al diciottesimo secolo. Rossini, Mendelssohn, Berlioz e Wagner sono soltanto alcuni dei compositori che hanno utilizzato il Serpentone in alcune delle loro opere.

Il declino del Serpentone incomincia nel 1818, con l’nvenzione dell’Ophicleide (letteralmente serpente a chiavi); anche l’Ophicleide avrà comunque un breve utilizzo (sicuramente più breve che il Serpentone) dovuto all’invenzione della Tuba.

Caduto in un oblio generale il Serpentone verrà riscoperto a metà degli anni cinquanta grazie a Christopher Monk, costruttore del quale tutt’oggi gli strumenti sono i più utilizzati in campo mondiale.

 

Valerio Civano