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Immagini mentali – Settembre 2011

Spesso le immagini mentali possono essere molto utili per migliorare alcuni aspetti del nostro modo di suonare. Buona lettura!

Going Mental – September 2011

“La mente è una cosa terribile da perdere”, dice un vecchio adagio. Penso che questo concetto valga soprattutto quando si suona uno strumento. E’ terribile perdere la concentrazione quando suoniamo, specie quando abbiamo impiegato del tempo per produrre il suono che ci piace e la musicalità che siamo abituati ad ottenere. Non avete idea di quante volte abbia detto alla gente di pensare e suonare nello stesso modo, permettendo loro di ottenere un drastico miglioramento nel modo di suonare.

Prendete per esempio un passaggio rapido da eseguire con uno staccato preciso, che non esca con un bel suono. Dire a qualcuno di immaginare di suonare note lunghe – suonando però le note correttamente – quasi sempre si traduce in un suono migliore ed in una maggiore risonanza nelle note brevi. A proposito, non importa quanto breve sia una nota, ciò che conta è avere sempre un bel suono, che si ottiene cercando di produrre un suono squillante. Per suono squillante intendo un suono che riverberi anche dopo che la nota è terminata, che sia energico, puro nei fondamentali e prodotto con un flusso d’aria in rapido movimento, che permetta alla nota di “parlare” immediatamente. Se volete sapere come dovrebbe essere il vostro suono di base, prendete il vostro dito medio e colpite con l’unghia il bordo della vostra campana, come se voleste allontanare una mosca. La sentite vibrare? Questa è la risonanza che dovreste desiderare.

Questa immagine mentale è uno stimolo potente quando si suona e può cambiare radicalmente il nostro modo di suonare. Ora prendete la parte carnosa del dito e trascinatelo attraverso il bordo della campana. Questo è il tipo di suono che non volete ottenere. Ma sto divagando.

Quando suonate legato, state attenti a ciò che accade tra le note: otterrete un suono migliore e molto più affidabile in situazioni di tensione. Pensate ad un suono morbido quando dovete suonate ad alto volume; pensate ad un suono forte quando invece dovete suonare piano. Questo approccio vi darà un suono molto migliore. Immaginate di dover suonare una nota lunga quando dovete suonare una nota breve e viceversa: anche questo metodo vi darà buoni risultati. Il potere della mente è uno strumento impressionante se si decide di utilizzarlo. Una delle più potenti immagini mentali che ho sperimentato è l’idea che quando si suona una frase legata la coulisse non si ferma mai. Il solo fatto di immaginare mentalmente la coulisse sempre in movimento (anche se si ferma in ogni posizione) fa sì che accada qualcosa di magico. Non solo la coulisse scorre al meglio, ma anche l’aria inizia a fluire come mai prima d’ora. Il risultato è un suono più pieno, più rotondo e più risonante. Questo esperimento ha funzionato con ogni persona alla quale l’abbia proposto. Invece di saltare da una nota all’altra, pensiamo di passare attraverso le note. Il risultato è estremamente diverso in termini di qualità del suono, e questo solo grazie alle immagini mentali che possiamo crearci. In questo senso possiamo dire che la mente è in grado di governare quello che stiamo facendo. Ecco un altro consiglio per ottenere un suono ed un glissato senza eguali. Suonate un glissato discendente e immaginate che il flusso d’aria venga spinto fuori assieme al movimento della coulisse. Viceversa, provate a suonare un glissato ascendente, immaginando che la coulisse sia un cesto che raccolga tutto il suono e lo porti dolcemente alla nota nella posizione di arrivo.

Stavo pensando l’altro giorno che gli equipaggiamenti che utilizziamo per suonare sono in costante evoluzione. Probabilmente è un bene che ciò accada, per continuare a progredire in tutta la nostra carriera. Per quanto mi riguarda, posso dire che il miglior modo per scegliere l’attrezzatura con cui suono è quello di utilizzare il più grande strumento che sono in grado di gestire, facendo poi tutto il possibile per rendere il mio suono piccolo, chiaro e vibrante. Credo che il concetto contrario si potrebbe applicabile se suonate strumenti molto piccoli: l’obiettivo sarebbe quello di ottenere un suono il più grande possibile. Ho detto alla gente molte volte: “non otterrete mai un suono piccolo da quello strumento, ma potete sicuramente ottenere un suono morto”. Ho anche detto che un trombonista dovrebbe cercare di ottenere un suono molto grosso da uno strumento molto piccolo e non viceversa. Tutti i grandi artisti hanno avuto questa caratteristica nel loro modo di suonare o cantare, senza mai dare l’impressione che lo strumento sia troppo grande per loro. Immagino che si potrebbe sintetizzare il concetto con questo slogan: “Trasportare un grosso tronco camminando con agilità”.

 

Tratto da www.jayfriedman.net/articles su gentile concessione dell’autore