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"Die Schopfung" di Joseph Haydn

“Die Schopfung” di Joseph Haydn

Athos Castellan, Trombone Basso dell’Orchestra del Teatro “La Fenice”, ha scritto per gli utenti de Trombone Italia Magazine, il passo d’orchestra riguardante “Die Schopfung” (“La creazione”) di Joseph Haydn.

A tutti buona lettura! 

 

Athos CastellanCari amici e colleghi del portale Trombone Magazine.
Qualche tempo fa mi è stato chiesto di scrivere delle mie considerazioni sui principali passi orchestrali per trombone basso.
Devo dire che la richiesta mi ha lusingato parecchio e mi ha fatto molto piacere ed ora eccomi finalmente qui.
Il repertorio è naturalmente vasto non trattandosi di veri e propri soli dedicati a questo strumento.
La settimana scorsa ho suonato “La creazione” di Haydn con l’Orchestra Symphonica Toscanini diretta da Lorin Maazel ed ecco trovato subito lo spunto da dove partire.

 

“Die Schopfung” (“La creazione”) di Joseph Haydn.

Joseph HaydnVorrei iniziare subito dicendo che questo tipo di composizioni a mio avviso poco si addicono all’uso del trombone basso com’è inteso ai giorni nostri. O meglio trovo fuori luogo l’uso di strumenti con canneggi grandi con 2 ritorte e bocchini molto grandi/profondi. Non siamo ancora nel periodo romantico quindi penso che con l’uso di uno strumento piccolo (trombone tenore tipo Bach 42) sia più facile ottenere una certa leggerezza, colore e bilanciamento all’interno dell’orchestra e nell’insieme col coro. Ovviamente anche il resto della sezione dovrebbe essere bilanciato (tenore a canneggio medio per il secondo tipo 36 e contralto per il primo).
L’intera parte del trombone basso è un raddoppio dei contrabbassi e delle voci basse del coro e poco colloquia con il resto della sezione: diciamo che si corre su un binario a parte. (il primo e il secondo invece suonano molto assieme).
Normalmente ne “La creazione” di Haydn i trombonisti (o meglio i tromboni basso) conoscono il più famoso N° 26 Coro e terzetto in quanto è uno dei più gettonati passi d’orchestra che normalmente si chiedono alle audizioni o concorsi.
Diciamo che il N° 26 è uno dei 9 numeri su 32 in cui suona il trombone basso caratterizzati da continue fughe o contrappunti che nulla hanno a che vedere con le solite “note lunghe d’armona” che spesso ci si trova a suonare.
Suonando questa composizione ci si imbatte su figure ritmiche che poco ( o mio avviso mai) si trovano in altre quali gruppetti, trilli, acciaccature ecc. Le classiche cose che si trovano sugli abbellimenti dell’Arban per intenderci. Un vero divertimento (o meglio: io mi sono divertito moltissimo).

Penso che lo stile debba essere molto leggero, senza esagerare nelle dinamiche ma sempre all’interno dell’orchestra a dare un colore all’esecuzione. Trovo che bisognerebbe cercare un suono non troppo grosso e goffo ma molto scorrevole, definito, pulito, elegante,con una articolazione molto asciutta, quasi “fagottiano” (lasciatemi passare il termine!) .
Penso che il modo di cercare il suono “giusto” e il modo di interpretare questo tipo di musica sia ascoltare molto e immedesimarsi nella leggerezza di altri strumenti quali fagotti o violoncelli.
Quando ci si troverà ad eseguire da soli questo passo d’orchestra ad un’audizione o concorso bisognerà avere molto ben chiara l’idea di questa musica cercando appunto la leggerezza, scorrevolezza ed eleganza senza risultare troppo “tromboni bassi”. Lo sò: ai concorsi non sempre c’è la possibilità di suonare alcuni passi con degli strumenti più piccoli ma bisogna sforzarsi ancor più per rendere l’idea a chi vi ascolta.Questo vale per tutti i tipi di musica altrimenti si rischia di suonare”La creazione” si suona “La Valchiria” (Die Walküre) o “Fontane di Roma”!

Consiglio di studiare ed eseguire questo passo pensando ad una pulsazione alla minima e non alla semi-minima (per intenderci: in 2 movimenti e non in quattro). Studiare sempre con l’ausilio di un metronomo da una velocita molto molto più lenta ad una molto molto più veloce di quella d’esecuzione. Studiate tutto in modo molto legato ed in modo molto articolato e con diverse dinamiche da super piano a super forte. Mi raccomando sempre di controllare l’intonazione: arpeggi o ottave devono essere tenuti sempre sotto controllo perchè indicano i rapporti di intonazione con tutto il resto.La velocità, dinamica e tipo di articolazione starà sicuramente nel mezzo agli estremi da voi studiati e voi vi sentirete a vostro agio ad eseguire questo passo e quindi liberi di pensare solo al fraseggio e alla “musica”.

Athos 2La “musica”, questa sconosciuta, dovrebbe essere l’obbiettivo finale: non perdetela mai di vista!!!
Pensate da musicisti e non solo da trombonisti!!!

Alla prossima Athos Castellan

(Ho eseguito “Le Creazioni” di Haydn con un trombone Bach 42 thayer valve, coulisse Edwards standard da basso e bocchino Laskey 85MD)

Revisione a cura di Andrea Conti.