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Il trasporto in tonalità diverse

Il trasporto in tonalità diverse

Alcuni spunti di Giancarlo Giannini sull’idea di prendere confidenza anche sulle tonalità più ostiche.

 

Giancarlo Giannini Jazz QuartetSecondo me per sviluppare il nostro potenziale tecnico-melodico-musicale è necessario avere una estrema confidenza con tutte le tonalità, sia Maggiori che minori.

La sola conoscenza delle scale e qualche esercizio di tecnica non sono sufficienti per ottenere la vera padronanza di questo; a mio parere sono necessari dei veri e propri studi melodici, cioè quelli che già suoniamo in altre tonalità più “trombonistiche”.

Per chiarezza direi che le tonalità maggiormente scomode per il nostro strumento possono essere : Db magg/Bb min; F# magg/D# min (o Gb magg/Eb min); B magg/G# min (o Ab min); E magg/C# min; A magg /F# min; D magg/B min.

Prendiamo, per esempio, la raccolta dei Vocalizzi del Bordogni: a volte questi studi vengono trasportati in tonalità diverse da quelle originali, ma in genere per incrementare il range. Dalla chiave di basso vengono spostati una 5a sopra, in chiave di Tenore, ecc.

Secondo me sarebbe invece assai utile suonarli un semitono sopra o sotto alla tonalità originale.

Per esempio, il primo studio, in C magg, risulta ancora più impegnativo, soprattutto per l’intonazione, se eseguito in B magg, cioè un semitono sotto.

Il numero 2, in F magg, si può studiare 1/2 tono sopra, in F# magg, o 1/2 tono sotto, in E magg. E così via dicendo.

Il fatto di avere già in testa la melodia e il cercare di eseguirla sempre con un suono pieno e risonante ci indurrà a tentare di riprodurre queste sensazioni anche in tonalità diverse dalle originali e molto meno “confortevoli”. La differenza principale che si noterà agli inizi nel fare questo sarà la “povertà ” generale del suono e una “precaria” intonazione.

Ciò è dovuto al fatto che, per esempio, nella tonalità di F magg o Bb magg avremo studiato per X ore, mentre in quella di F# magg o B magg, cento volte meno (o quasi mai…) per cui, il suono “generale” del trombone, in quelle particolari tonalità, non si è sviluppato e il nostro orecchio non si è abituato a “sentire” quei suoni.

Prendiamo anche un semplice esercizio di flessibilità, in Bb, prima posizione, tipo: Bb-F-Bb-D-F-D-Bb-F-Bb (dal Bb secondo rigo bass clef al F due tagli in collo sopra al rigo).

Proviamo a suonarlo in B magg, 1/2 tono sopra. Possiamo sfruttare il legato tra parziali armonici diversi: B 7a pos, F# 5a pos, B 4a pos, D# 3a pos, F# #3 pos. A parte le difficoltà del legato (ma la cosa si può fare anche suonando con articolazione di lingua) l’ esecuzione di questo risulterà piuttosto stonata e con suono molto incerto e inconsistente.

Questo perchè raramente si studia una cosa del genere in tonalità che non siano riconducibili alle 7 posizioni della slide del trombone.

Per trasportare degli studi scritti in chiave di basso a volte è sufficiente solo cambiare le alterazioni, sia quelle in chiave che quelle transitorie.

Questo avviene quando, per esempio, suoniamo in F# uno studio scritto in F.

Per trasportare lo stesso esercizio in E, invece, è necessario, oltre al cambio delle alterazioni, anche l’ uso di una chiave diversa, in questo caso quella di Contralto (da leggere un’ ottava sotto rispetto all’ altezza del C indicato dalla chiave stessa). Se vogliamo suonare 1/2 tono sopra uno studio in G, per fare un altro esempio, dobbiamo invece usare la chiave di Mezzo-Soprano (oltre al cambio delle alterazioni), sempre un’ ottava sotto.

Aggiungerei, oltre al trasporto tramite lettura del pentagramma, anche l’ esercitarsi a suonare in tutte le tonalità delle brevi melodie a noi familiari, tipo “tanti auguri a te”, cercandone le note senza avere spartiti davanti agli occhi.

Per i musicisti jazz, invece, il trasporto dovrebbe essere eseguito esclusivamente “ad orecchio”, su cose che (ovviamente) si conoscono già a memoria. Brani come “All of me”, “Take the A train” (o anche un vocalizzo del Bordogni, ma bisogna saperlo a memoria), vengono suonati in tutte le tonalità, partendo da quella originale, seguendo il circolo delle quarte (C-F-Bb-Eb ecc).

Giancarlo Giannini , febbraio 2015.