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Giancarlo Giannini Jazz Quartet

Articolazioni, dinamiche, nuances e vibrato

Articolazioni, dinamiche, nuances e vibrato

Oggi vorrei parlare di articolazioni, volumi della dinamica, nuances varie, vibrato, ecc, dal punto di vista del loro “effetto” musicale.

Non a caso, spesso si lamentano carenze nell’ uso delle cose sopra citate: esecutori tecnicamente abbastanza preparati, ma che eseguono tutto F, usando solo staccato semplice e legato.

Orchestre che non riescono a produrre le dinamiche agli estremi richiesti (ppp, o FF); Big Band che suonano tutto allo stesso volume, ecc.

Credo che, sostanzialmente, ci sia una certa “cultura” del fatto che le cose di cui sopra (articolazioni, volumi, ecc), siano sicuramente importanti, ma in fondo siano poi delle “sfumature”, eventualmente “trascurabili”, o perlomeno non cosi’ importanti da dedicarvi uno studio e un’ attenzione cosi’ particolari.

Secondo me, le articolazioni, i volumi, ecc, sono quello che conferisce “tridimensionalita’ ” alla Musica; cosi’ come la PROSPETTIVA rispetto al disegno e alla pittura. Pensiamo ad un quadro del basso Medioevo, e ad un dipinto del Rinascimento. Il senso di profondita’, realismo del paesaggio, proporzione delle varie figure ecc, e’ dato dalla prospettiva. Lo stesso vale per la Musica. Tra i Canti Gregoriani e Mozart, una delle differenze “esaltanti” per l’ orecchio penso sia l’ alternarsi di dinamiche ora morbide ora possenti, di gruppi di note ora legate ora saltellanti, ecc.

Tutto questo conferisce alla Musica la possibilita’ di essere ascoltata su piani diversi. Per cui, nella composizione musicale non e’ solo questione di scelta della note. Il passo dei tromboni nelle Walkirie richiede un volume di dinamica X , e l’ uso di articolazione Y. Senza di queste, cioe’ suonandolo per esempio LEGATO e a volume MEZZO-PIANO, il brano perderebbe totalmente il proprio carattere.

Se questo genere di osservazioni risultano di utile considerazione, allora bisogna veramente portare la nostra attenzione sulla necessita’ di essere estremamente attenti a produrre tutti questi generi di “caratteri” e “sfumature” da accompagnare al nostro suono.

Sia suonando uno spartito stampato, ove le varie cose siano annotate sulla carta, sia suonando una melodia o improvvisando, dove sia nostro compito produrre articolazioni, volumi, ecc, in base all’ andamento della frase e al “gusto Musicale” da noi acquisito.

LE ARTICOLAZIONI

Staccato, Legato, Doppio/Triplo Staccato, Du-Dle (“doppio legato”).

Con queste articolazioni, abbiamo la possibilita’ di essere netti, precisi, pungenti, cosi’ come morbidi, agili, suadenti, ecc.

Pensiamo solo alla differenza che possono avere anche solo tre /quattro note se suonate: a) unite ma articolate, b) separate tra loro da un piccolo spazio di silenzio, c) legate.

Poi vi e’ modo di essere altrettanto “diversificati” sulla stessa articolazione; per esempio, lo staccato puo’ essere netto e agile, oppure volutamente incisivo e “pesante”; puo’ volere essere scherzoso, cosi’ come violento, ecc.

Una cosa che andrebbe evitata con cura e’ la propensione ad usare UNA sola articolazione (in genere lo staccato semplice). A mio parere provoca una grande monotonia e appiattimento, anche sulla melodia piu’ bella dell’ Universo…

I VOLUMI DI DINAMICA

ppp, pp, p, mp, mF, F, FF, FFF, ecc…

crescendo <; diminuendo >; < >; > <; ecc.

I volumi della dinamica arrivano ad avere effetti tipo “sorprendente”, “sconvolgente”, “Inquietante”, “rilassante”, “ossessionante”, ecc.

A seconda del volume ove verra’ prodotto, il nostro suono acquisira’ alcune delle qualita’ sopra elencate , e si tingera’ percio’ di un particolare “colore”.

Pensiamo al suono del trombone richiesto dall’esecuzione del solo della 3a sinfonia di Mahler, rispetto a quello richiesto dal Bolero di Ravel; o al passo del Tannhauser, rispetto all’ Ouverture del Nabucco..

Le differenze di intenzione musicale, che risulteranno percio’ nel suono, sono date principalmente dalle differenti dinamiche da adoperare per ciascuno dei brani sopra citati.

Come per le articolazioni, anche nel campo delle dinamiche si assiste spesso ad esecuzioni nelle quali viene adoperata per lo piu’ una singola dinamica, in genere F. Questa cosa, oltre ad appiattire il tutto, risulta essere veramente “irritante” per l’ orecchio, a mio parere..

NUANCES varie

Qui entriamo nel campo degli abbellimenti.

Specialmente nellla Musica Jazz, molti strumentisti scelgono di usare alcune cose come portamenti, smear, glissando, trilli, ecc, per rendere le note ancora piu’ “diverse” tra loro, Non mancano inoltre le possibili “versioni personalizzate” dei vari effetti in questione.

Altrimenti, troviamo questi segni di abbellimento gia’ espressi sullo spartito (gruppetti, mordenti, appoggiature, trilli, ecc).

Per quello che riguarda l’ esecuzione nella sezione tromboni di una Big Band, segnalerei a riguardo l’ articolo di Vincenzo Ierace “Effetti Speciali”.

http://www.iltrombone.it/effetti-speciali/

IL VIBRATO

Il vibrato e’ un poco come l’ “anima” del suono!

Pensiamo al suono che hanno gli strumenti quando si accordano prima dell’ inizio dello spettacolo. Quelle note ferme, tenute.. Assai diverse da come appariranno in seguito, durante il concerto!

Il vibrato completa il suono aggiungendovi una pulsazione ritmica propria, la quale sara’ in contrasto con la regolare pulsazione ritmica del brano (cioe’ il vibrato non va a tempo con la Musica..).

A seconda del vibrato adoperato, la Musica passera’ dal senso di “pacificazione” piu’ profondo, all’ “esaltazione” piu’ completa.

Il vibrato puo’ essere stretto oppure largo; puo’ iniziare immediatamente, o solo verso la fine della nota. Puo’ essere accompagnato da un “diminuendo”, per spegnere poi con serenita’ una nota lunga ..

In conclusione, le singole note hanno veramente bisogno di avere ciascuna il proprio carattere, per avere poi un senso “compiuto” nell’ insieme dell’ esecuzione della Musica.

(n.d.r.: chi vuole saperne di più sul vibrato può consultare l’articolo di Jay Friedman al link seguente)

http://www.iltrombone.it/whole-lot-of-shakin-goin-on/

Giancarlo Giannini, aprile 2017.

Ottolini e Buster Kluster

Ottolini e Buster Kluster riportiamo un articolo pubblicato oggi sull’uscita del nuovo disco di Mauro Ottolini: Buster Kluster (articolo pubblicato su autorizzazione dell’autore “Velouria” http://velouria.altervista.org/ che ringraziamo per la gentile concessione) In occasione del 50°anniversario della scomparsa di Buster Keaton Mauro Ottolini il 16 giugno pubblicherà  l’album Buster Kluster su … Per saperne di più